Non si creda che Albo e Ordine siano temi teorici: Dario Ruggeri illustra perché

È un ente che tutela gli audioprotesisti e chi è affetto da disturbi uditivi, non l’ennesima tassa imposta ai professionisti: Dario Ruggeri, membro dell’AEA, difende l’Ordine degli operatori sanitari.

Basta considerare che l’Albo e l’Ordine sono ritenuti un traguardo, dopo anni in cui l’ANAP – Associazione Nazionale Audioprotesisti Professionali ha lavorato per il riconoscimento della figura del tecnico dell’udito come elemento importante del processo di riabilitazione della patologia audiologica e non soltanto come addetto commerciale e venditore di apparecchi acustici. In un momento incerto dal punto di vista politico, in cui la normativa è giovane e ancora soggetta a modifiche e aggiustamenti, il messaggio che i consiglieri rappresentanti della categoria intendono rivolgere a chi lavora nel settore è chiaro e fermo: allo stato attuale delle cose, non ci sono più scuse per non iscriversi all’Ordine, perché ormai sono disponibili gli strumenti normativi e procedurali per farlo. L’esponente, che rappresenta gli italiani in seno all’Associazione Europea Audioprotesisti, spiega in questa videointervista a margine del congresso di Rimini le modalità e le motivazioni alla base delle nuove opportunità offerte ai professionisti. Bisogna infine considerare un altro aspetto, non secondario in questa fase del dibattito sul tema: ancora esiste una certa resistenza di una parte degli operatori che non accetta come positiva l’evoluzione in tal senso, in un momento storico in cui la liberalizzazione è così attuale. A questa eccezione, Dario Ruggeri risponde che l’ente di cui si parla è un Ordine multialbo in materia sanitaria molto diverso da quelli degli avvocati e anche dei medici, come strumento di tutela ambivalente per audioprotesisti e pazienti.

Claudia Patrone

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