Il lavoro incontra gli studenti in Tecniche Audioprotesiche: opportunità diffuse

È un mestiere che non conosce crisi. Gli audioprotesisti esprimono uno dei migliori rapporti fra domanda e offerta occupazionale. La formazione opera per favorire la sinergia fra università e aziende.

A Luigi Infantino, che abbiamo incontrato a margine dell’interessante tavola rotonda moderata sul tema al recente congresso nazionale della categoria professionale, spetta il compito di gestire l’aspetto didattico di educazione e aggiornamento degli iscritti della Federazione Italiana Audioprotesisti. In particolare, come spiega in questa intervista, gli studenti dei corsi di laurea meritano attenzione nel momento in cui devono orientarsi nelle loro prospettive di lavoro successive al diploma. L’accento viene posto, oggi, sugli anziani di domani, che appaiono molto diversi dagli ottantenni che gli audioprotesisti hanno trattato fino ad ora: i sessantenni attuali, afferma il dirigente della FIA, assumono atteggiamenti ed esprimono bisogni più aperti sul mondo contemporaneo, e anche lavorare con loro richiederà competenze e apparecchiature adatte alle loro caratteristiche. Alcune fra le aziende più influenti del panorama audioprotesico italiano hanno inviato al Palacongressi di Rimini i loro responsabili delle risorse umane, al fine di dialogare con i giovani presenti in direzione di una collaborazione futura o, quantomeno, per approfondire le modalità con le quali i marchi avanzano nella crescita della loro attività economica e commerciale. Un esempio interessante di quanto si può fare per agevolare il passaggio dei ragazzi all’età adulta, valorizzandone le aspettative e preparandoli ad affrontare le sfide del lavoro.

Claudia Patrone

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