Censis in prima linea per creare una nuova immagine sociale dell’audioprotesista

Questo obiettivo viene promosso dalla Federazione Italiana Audioprotesisti, ma dovrà coinvolgere le istituzioni pubbliche: videointervista a Concetta Maria Vaccaro, responsabile Area Welfare e Salute.

Sul ruolo sociale di questa figura professionale, così significativa in un ambito importante come la riabilitazione uditiva, il Censis ha sottolineato la necessità di promuovere iniziative di comunicazione mirate, come dimostra la specialista illustrando i principi dello studio. Se sono note le qualifiche che rendono questi tecnici fondamentali per la rimediazione della sordità, infatti, sono meno considerati gli aspetti che li rendono strumenti determinanti di prevenzione. Un cambio di prospettiva – questo – che si dovrebbe esprimere soprattutto in un’accresciuta consapevolezza di sé della categoria, e solo secondariamente nella sua espressione verso l’esterno. Si tratta di un percorso lungo, ma senz’altro efficace, destinato a coinvolgere anche le istituzioni come il Ministero della Salute e il Servizio Sanitario Nazionale, per sviluppare persino una coscienza audiologica allargata alla crescente platea di utenti costituita dagli adulti ultracinquantenni ancora attivi nei contesti sociali e lavorativi, che potrebbero trarre numerosi vantaggi da un ripristino sensoriale, laddove necessario. Sulla ricerca condotta dal Censis, che mostra l’investimento utile a sostenere l’immagine sociale dell’audioprotesista, si sottolinea infine quanto l’efficacia dell’intervento terapeutico sia opportuna anche per scongiurare l’insorgenza di patologie correlate ai disturbi di udito: un principio da comunicare subito in maniera semplice e chiara, come primo atto del nuovo corso di una riconosciuta professione sanitaria al centro di un’ulteriore sfida identitaria.

Claudia Patrone

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