Se condividere la conoscenza è in sé conoscenza: Ferdinando Grandori a HEAL 2018

Dalle conferenze sul lago di Como, da oltre vent’anni, scaturiscono riflessioni destinate ad un impatto significativo sulla pratica dell’audiologia di livello globale. Bilancio di Ferdinando Grandori.

Grazie all’approfondimento di tematiche di emergente attualità e alla collaborazione scientifica degli specialisti esperti dei vari aspetti della disciplina in decine di Paesi del mondo, l’evento HEAL nell’edizione 2018 si è dimostrato capace di affrontare argomenti anche scomodi, tracciando direzioni ed evoluzioni possibili niente affatto scontate: si è parlato ancora una volta di autofitting degli apparecchi acustici, ad esempio, ma anche delle nuove frontiere inerenti la telemedicina e la teleassistenza in audiologia, cosa che richiede anche il raggiungimento di un’importante consapevolezza da parte degli operatori sanitari di settore. Guardando alla professione dei prossimi anni e decenni, infatti, come potrà cambiare l’approccio ai pazienti dal punto di vista della diagnosi e della cura? Quali nuove competenze serviranno a supporto di una gestione dell’ipoacusia che diventerà presumibilmente sempre più diffusa, interesserà persone di ogni età e richiederà modalità di trattamento forse impensabili alla data odierna? Come evolverà un mestiere già caratterizzato da una rapida versatilità? La formazione sarà in grado di fronteggiare le nuove sfide poste da uno sviluppo ulteriore della tecnologia? Sono queste le domande alla base degli scambi culturali e accademici che hanno interessato gli iscritti alla conferenza di quest’anno. Il fondatore e ispiratore dell’evento, Ferdinando Grandori, in questa videointervista traccia un quadro degli studi e delle prospettive in materia.

Claudia Patrone

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