Tra l’apparato vestibolare e le funzioni cognitive, quali implicazioni cliniche?

Controllare le funzioni cognitive complesse come, ad esempio, la corretta elaborazione dello spazio e del trascorrere del tempo è segno di una buona salute vestibolare. Intervista a Vincenzo Marcelli.

Le correlazioni esistenti fra il declino cognitivo e i disturbi dell’equilibrio, a differenza delle perdite di udito, non sono state ancora adeguatamente approfondite dagli studi clinici e dalla comunità scientifica. Tuttavia l’attenzione sul tema è necessaria, in quanto le due patologie paiono connesse nella popolazione anziana. L’interessante argomento è stato oggetto di analisi da parte di Vincenzo Marcelli, responsabile di Audiologia dell’Ospedale del Mare di Napoli, che in questa videointervista lascia intendere l’importanza di vigilare sul controllo delle funzioni cognitive anche nel corso della visita dei pazienti vestibolari. Lo specialista illustra la sintomatologia da indagare: nel caso in cui una persona lamenti disagi sulla percezione spaziale, riferendo di vedere l’ambiente circostante da una prospettiva diversa, ad esempio dall’alto verso il basso, è opportuno riferirsi ai dati di ambito neurologico presenti nella letteratura che, pur strettamente legati a patologie del sistema nervoso, devono essere approfonditi perché condivisi con un disordine vestibolare; un’altra indicazione si riferisce alla scarsa capacità di concentrazione che potrebbe essere segnalata dal soggetto in questione, magari in attività da sempre svolte con facilità come le parole crociate o la contabilità, cosa che potrebbe rivelare una vestibolopatia acuta. Il medico napoletano aggiunge che la prevalenza di questi casi non è elevata, ma questo genere di problema risulta molto difficile da trattare e richiede particolare sensibilità da parte degli operatori sanitari del settore.

Claudia Patrone

Per saperne di più e impostare i tuoi parametri.">