Ha ambizioni interdisciplinari, l’audioprotesista 3.0: un’intervista al SIO 2018

Da Gabriele Delosa, brillante tecnico dell’udito napoletano, impressioni di un giovane professionista della riabilitazione e riflessioni sulle esigenze di ulteriore crescita formativa della categoria.

Ha avuto anche quest’anno una sessione speciale dedicata agli audioprotesisti, il congresso SIO: un’occasione per ribadire l’importanza di lavorare insieme, medici specialisti e operatori responsabili dei trattamenti terapeutici, e di diffondere adeguate informazioni per l’aggiornamento delle conoscenze riguardo la diagnostica, il fitting, il monitoraggio clinico e il counseling. Fra il pubblico, l’occhio attento di questo ragazzo, che ormai da dieci anni non soltanto svolge il suo lavoro ma si occupa anche di informare i colleghi e gli studenti dal suo portale Audioprotesisti.org, ha trovato interessante la miniaturizzazione che ha caratterizzato la strumentazione tecnologica presentata dai marchi espositori nell’area commerciale e, soprattutto, l’iniziativa di un gruppo istituzionale dedicato agli otorinolaringoiatri che non hanno ancora compiuto quarant’anni, simbolo della voglia di rinnovamento intergenerazionale della società scientifica. Per quanto riguarda le sfide che la sua categoria si trova ad affrontare, Gabriele Delosa mostra interesse per l’Educazione Continua in Medicina che, sebbene obbligatoria, è considerata l’unica via per lottare contro l’abusivismo e mantenersi al passo con i tempi. È importante a tal proposito – sottolinea – che le aziende audioprotesiche offrano occasioni di stage e tirocini pratici ai neolaureati, al fine di tramandare un mestiere con senso di responsabilità ed elevata professionalità, con indicazioni sul campo che possano integrare la formazione teorica appresa all’università. L’audiologia è un percorso integrato che inizia dalla visita del medico specialista e passa attraverso gli esami diagnostici, per arrivare al trattamento protesico e concludersi con la rimediazione acustica: tutte le figure professionali coinvolte in questo processo – è la convinzione diffusa – devono dialogare e collaborare con ideale sinergia a totale beneficio dei pazienti.

Claudia Patrone

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