Dalla Puglia, Sardone e Quaranta su invecchiamento ed ipoacusia: Great Age Study

Fa ben sperare l’interessante studio condotto sulla popolazione di Castellana Grotte in merito al legame fra età e disturbi uditivi: gli autori ne descrivono le modalità, i risultati e le prospettive.

Ipoacusia e invecchiamento sono un binomio sempre più stretto, che la comunità scientifica internazionale, e non soltanto audiologica, osserva e indaga con crescente attenzione. Assume pertanto particolare rilievo il lavoro firmato da Nicola Quaranta, direttore della Clinica Otorinolaringoiatrica di Bari, e da Rodolfo Sardone, ingegnere audiometrista e presidente dell’AITA – Associazione Italiana Tecnici Audiometristi, che ha coinvolto gli abitanti del comune pugliese al fine di individuare una correlazione fra le due condizioni. Il principio alla base del ragionamento riguarda il fatto che il declino cognitivo conclamato, anche per gli specialisti neurologi, rimane una sfida terapeutica per la quale non esistono al momento soluzioni soddisfacenti: un inizio della sintomatologia, peraltro, si accompagna alle mancate stimolazioni neurali connesse con la perdita di udito che, per contro, è facilmente diagnosticabile e trattabile. In questa videointervista, i due esperti illustrano l’impatto che i meccanismi della riabilitazione possono avere nel rallentare il deficit intellettivo: la ricerca ha suddiviso i disturbi audiologici identificati fra presbiacusia periferica e centrale, accertando che la seconda si verifica anche in assenza della prima, ovvero con una soglia audiometrica normale. Inoltre, su duemilatrecentottantasette individui di oltre sessantacinque anni residenti a Castellana Grotte, è stato riscontrato che la presbiacusia centrale risulta legata in particolare alle fasi di insorgenza del declino cognitivo, in forma così lieve da essere difficilmente diagnosticabile senza strumenti neuropsicologici specifici, che precede anche di dieci, quindici anni l’esordio della demenza di Alzheimer. I risultati hanno interessato diverse scuole internazionali e hanno meritato una collaborazione con colleghi americani, al fine di convalidare scientificamente indicazioni diagnostiche e cliniche.

Claudia Patrone

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