Zona prevenzione: Cunsolo, l’inquinamento acustico è più pericoloso del previsto

Brutte notizie per chi pensava che il rumore ambientale causasse solo disturbi audiologici: alcune ricerche più recenti lo indicano anche tra i fattori di rischio di stress e malattie cardiovascolari.

Ha fatto distinzione rispetto all’inquinamento acustico professionale di cui già molto si parla, lo specialista Elio Cunsolo di Modena intervistato in occasione del 105° congresso della Società Italiana di Otorinolaringologia e Chirurgia Cervico-Facciale: ogni stimolo sonoro che giunge alle nostre orecchie dall’esterno, in un contesto urbano o domestico, nelle attività ricreative o lavorative, sottopone il sistema uditivo ma anche il cervello ad un fastidio che si è rivelato particolarmente gravoso sulla salute. In Italia, rispetto ad altri Paesi europei come ad esempio l’Irlanda, il problema non è affatto sottovalutato: indagini conoscitive hanno rilevato che la popolazione è consapevole e preoccupata dell’impatto che il rumore produce sul benessere psicofisico, ma sono ancora molto numerosi i comportamenti dannosi e scorretti e, soprattutto, esiste un’ampia fascia di situazioni quotidiane a cui diventa impossibile sottrarsi. L’allarme dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, rilanciato dall’esperto emiliano, pone l’accento addirittura sugli anni di vita persi a causa di condizioni sonore non consone, che riguardano sia le morti premature sia l’insorgere di disabilità che prima non erano presenti nell’individuo. Sotto accusa non soltanto l’ascolto prolungato nel tempo di musica ad alto volume con gli auricolari, a cui un’intera generazione di giovani si è purtroppo ormai abituata, ma anche i luoghi sociali dove i decibel elevati rappresentano un carico sonoro notevole per le orecchie, come i centri commerciali, le discoteche, i locali notturni. I medici e i tecnici del settore audiologico, che si trovano a contatto con i pazienti, sono pertanto chiamati a promuovere azioni di sensibilizzazione a fini preventivi per contenere gli effetti sulla qualità della vita di questo importante fattore di rischio quotidiano.

Claudia Patrone

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