Il sociologo Paolo Crepet al 1° Audiology Forum Firenze 2018: anziani non vecchi

A margine dell’evento di formazione fra scienza audiologica e mercato, il noto psichiatra torinese disegna il ruolo dell’anziano nell’attuale società. La nuova generazione che non si arrende al tempo.

Da Paolo Crepet, osservatore privilegiato della realtà contemporanea, opinionista spesso ospite di trasmissioni televisive e talk show, ci si aspetta una visione dell’umanità degna dell’autorevolezza dell’autore. Era infatti atteso con interesse, a Firenze, per la chiusura della sessione di sociologia dell’appuntamento voluto da Interacoustics, Oticon e Oticon Medical: dal suo intervento è emerso di certo come sono cambiate le persone negli ultimi anni e, in particolare, come è evoluta la percezione che esse hanno di sé, durante il tempo che passa. Dice Crepet che non si può più parlare di terza e nemmeno di quarta età: l’invecchiamento, ancorché una fase naturale della vita, viene affrontato con l’ottimismo e la grinta con cui questa generazione ha sempre vissuto. Dunque, i disagi ad esso connesso vengono accolti pragmaticamente, ricercando una soluzione efficace e confortevole per superarli, che non impedisca di godere al meglio del benessere e dei piaceri che anche a settanta, ottant’anni fanno ormai parte dell’esistenza quotidiana. Il mercato dei viaggi e quelli dell’abbigliamento, dei libri e delle attività ludiche se ne sono accorti forse prima di quello medicale: ma anche gli apparecchi acustici, sempre più miniaturizzati, vanno nella direzione di incontrare le esigenze dei nuovi anziani, che non sono più i vecchi dello stereotipo tradizionale, chiusi nel loro isolamento e sempre meno vitali, ma persone intenzionate a mantenere la loro autonomia con pienezza e fiducia nel presente e nel domani. In questa videointervista Paolo Crepet riassume il suo intervento, sottolineando il «protagonismo delle persone a prescindere dalla carta d’identità» e, soprattutto, l’eterogeneità della popolazione rispetto alle categorie di un tempo di giovani, adulti e vecchi.

Claudia Patrone

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