Non basta essere un settore in espansione: da imparare, il marketing relazionale

Per animare il dibattito sul futuro commerciale dell’audiologia, Paolo Di Marco, docente della Scuola di Economia, Management e Statistica dell’Università di Bologna, porta al settore nuove strategie.

Uno sviluppo completo della professione sanitaria dell’udito presuppone una maturità nel rapporto fra tre soggetti distinti e complementari – il medico specialista, il tecnico audioprotesista e il paziente-cliente affetto da sordità – che non è ancora stata raggiunta. L’obiettivo di trasmettere indirizzi e opportunità da condividere è, oggi, un’occasione per crescere insieme: con questo spirito, il 1° Audiology Forum organizzato dal gruppo William Demant a Firenze ha portato in cattedra non soltanto esperti della scienza medica, ma anche – per la prima volta in maniera così protagonista – interpreti del business come questo professore, che ha suggerito un approccio al tema passando dalla semplice cura delle perdite uditive alla più raffinata assistenza sanitaria personalizzata. Un concetto riassunto nel marketing relazionale. Davanti ad un pubblico eterogeneo, composto da tutti i diversi attori impegnati sul tema, Di Marco ha usato gli strumenti già impiegati con successo in altri ambiti medicali, come l’odontoiatria. Soltanto da un rafforzamento della relazione tra medico audiologo oppure otoiatra, tecnico audioprotesista e utente finale degli strumenti per l’udito come il paziente-cliente – è il messaggio del docente universitario – si potranno ottenere risultati positivi e soddisfazioni per tutti, nell’ottica di riabilitare al meglio, aumentare le vendite e superare una condizione patologica.

Claudia Patrone

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