Il trattamento audioprotesico e l’importanza dell’udito residuo, per gli anziani

Da Claudio Mariuzzo, audioprotesista e ricercatore, interessante contributo dai più recenti studi scientifici in tema di udito residuo e orientamento spaziale, specie in relazione ai soggetti anziani.

Grazie alle ultime conoscenze in materia, infatti, si è scoperta una nuova modalità di amplificazione in rapporto all’udito residuo: e questo risulta di grande importanza per gli operatori professionali dei centri acustici, al fine di un’ottimale riabilitazione uditiva, prima e dopo la protesizzazione. Anche in America le compagnie di assicurazione si sono accorte che una buona capacità uditiva è necessaria per molteplici attività della vita quotidiana, come la conversazione e la semplice deambulazione: al punto che chiedono un accurato esame audiologico per ridurre i casi di rimborso, ad esempio, in occasione delle cadute accidentali che, nella terza età, si verificano con maggiore frequenza. Gestire al meglio la fase del ripristino sensoriale equivale, in qualche modo, ad aiutare i pazienti nella loro autonomia motoria: un concetto – questo – che giustifica la pretesa di un aggiornamento costante sulle nuove tecniche di fitting da parte di tutti gli audioprotesisti, perché per buon udito si intende non soltanto quello naturale, ma anche il risultato generale ottenuto, all’occorrenza, con gli apparecchi acustici.

Claudia Patrone