È una riabilitazione prechirurgica il nuovo obiettivo dei bambini sordi profondi

La riabilitazione durante i mesi che intercorrono dalla diagnosi alla chirurgia cocleare, nei bambini sordi profondi, è un trattamento fondamentale per lo sviluppo cognitivo. Intervista: Sandro Burdo.

Dall’analisi della pratica clinica corrente, come si presenta nella maggior parte dei centri ospedalieri, si evince che esiste un vuoto sensoriale importante per i piccoli pazienti in attesa di essere sottoposti all’intervento di impianto cocleare – sostiene l’audiologo lombardo, presidente dell’associazione Liberi di Sentire. Si tratta di un periodo decisamente cruciale della crescita, nel primo anno di vita, durante il quale anche chi non percepisce i suoni può – deve, anzi – essere accompagnato e introdotto in un universo di stimoli sonori, per essere pronto ad ascoltarli nel momento in cui la capacità uditiva sarà ripristinata in sala operatoria. Logopediste e familiari che vivono a stretto contatto con questi delicati soggetti pediatrici devono essere formati adeguatamente per interagire e comunicare nella maniera corretta con loro: essi, infatti, possono essere aiutati con gli apparecchi acustici, com’è d’abitudine, ma anche con uno speciale vibratore sternale capace di offrire loro la sensazione di essere circondati da un mondo di rumore, sostiene lo specialista; dialoghi e interazioni con la mamma, ad esempio, anche in assenza di percezione o di discriminazione delle parole, costituiscono un altro valido sostegno alla comunicazione, che in un tempo successivo si arricchirà del linguaggio e dei suoni in maniera più naturale. I concetti espressi e ulteriori dettagli sono esposti in questa presentazione, in inglese e russo, gentilmente concessa dall’autore.

Claudia Patrone