È il racconto di una rivoluzione, il libro “Sentiamoci”: messaggio pubblicitario

Gestione di successo ad Audilan. © Massimo Lanotte

Bisogna saper tracciare bilanci delle esperienze che hanno avuto successo, personali e professionali. Così ha fatto l’autore del libro “Sentiamoci”, Massimo Lanotte di Audilan. Si rivolge ai colleghi.

MILANO – Massimo Lanotte, ingegnere specializzato in sistemi informatici, racconta nel suo libro “Sentiamoci” le caratteristiche del suo innovativo gestionale per dare forza ai centri acustici indipendenti e mettere il paziente al centro delle cure. «Oggi sul mercato ci sono solo multinazionali che vogliono esclusivamente vendere: il mio obiettivo è dare forza alle piccole realtà a contatto con le persone».

Una rivoluzione per i centri acustici indipendenti, alle prese con circa sette milioni di italiani, sta arrivando da Milano per contagiare l’intera Penisola. Massimo Lanotte, ingegnere specializzato in informatica, ha elaborato un nuovo software gestionale per i centri acustici indipendenti totalmente incentrato sull’attenzione al cliente. Il suo lavoro è oggi raccontato in un libro dal titolo “Sentiamoci”, che ha l’obiettivo di imporsi direttamente nel settore: «In questo ambito – spiega Lanotte – non era mai stato scritto nulla». Ad oggi però il mercato degli apparecchi acustici, gli unici in grado di restituire l’udito e la felicità perduta, è in mano a grandi multinazionali che fanno il bello e il cattivo tempo del mercato, spesso tralasciando le reali esigenze dei pazienti a favore dei guadagni facili. «Il punto su cui interrogarsi è: perché milioni di persone indossano gli occhiali senza problemi e invece c’è immensa vergogna ad utilizzare gli apparecchi acustici?», si chiede Lanotte: «La risposta è semplice: la vendita di apparecchi non pone al centro il paziente. La perdita di udito, a differenza di quella della vista, è considerata quasi come una colpa da nascondere. Non c’è una comunicazione adeguata sul tema, il paziente non viene rassicurato, non viene messo a suo agio e quindi vive male la sua situazione. Oggi il focus del messaggio è sul prezzo più competitivo, piuttosto che rispondere alla domanda: perché deve comprare da me».

«Il vero problema – prosegue – è che i centri acustici indipendenti, oggi più di ieri, hanno estrema necessità di un cambio radicale delle proprie strategie di comunicazione, oltre a dotarsi di strumenti software che sono sempre stati appannaggio delle grosse organizzazioni o delle cosiddette catene. Gli strumenti software devono poter essere sempre più vicini a chi li utilizza, ma non solo. Il linguaggio comunicativo dei centri acustici indipendenti deve differenziarsi dalla comunicazione che i grandi propongono al mercato. Per dirla in breve, anche il marketing dei centri indipendenti deve differenziarsi dal marketing dei grandi. Oggi non è possibile essere generalisti. I tempi sono ormai maturi perché ciascuno parli con la propria lingua, con un linguaggio marketing specifico. I centri acustici indipendenti devono poter cambiare pelle e differenziarsi, per competere in un mercato sempre più agguerrito. Il paziente deve sapere perché deve venire da te».

Il suo libro “Sentiamoci” è quasi uno strumento di rivalsa: «Non voglio dire che mi sento come Don Chisciotte – conclude Lanotte – ma sento la mia attività come un dovere sociale per migliorare la vita di tanti cittadini: solo aumentando l’attenzione alla persona si può ottenere questo risultato ed è proprio quella la direzione che voglio seguire, in sintonia con i centri acustici indipendenti».

Info: Audilan.

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