Viaggi in treno più comodi per gli ipoacusici con il telecoil di Milano Centrale

Tecnologia

La stazione Centrale di Milano domina la piazza Duca d’Aosta, in centro città. © Kiban

Nel mese che, più di ogni altro nell’anno, è dedicato alle vacanze, per tradizione, arriva finalmente una buona notizia per i numerosi portatori di apparecchi acustici e impianti cocleari: alla stazione ferroviaria di Milano Centrale, è stato attivato con successo un impianto ad induzione magnetica.

È questo un importante passo avanti per agevolare la mobilità – e la vita – a quei viaggiatori che, affetti da disabilità uditiva, finora si trovavano perduti fra binari e sale d’attesa affollati di pendolari e turisti, rumori di ogni sorta, altoparlanti che diffondono messaggi di servizio accanto all’assordante sottofondo musicale dei televisori o della pubblicità. Situazioni che ben presto trasformavano l’esperienza in un incubo.

L’iniziativa adottata alla stazione Centrale di Milano arriva finalmente a colmare l’inaccettabile vuoto che i principali luoghi pubblici italiani ancora mostrano – rispetto ad altri pari all’estero – a proposito delle barriere invisibili che escludono dalla più semplice quotidianità le persone portatrici di qualche deficit sensoriale. C’è da augurarsi che, al più presto, questa opportunità venga replicata e diffusa sul territorio nazionale.

Il simbolo universale che segnala la presenza di un impianto ad induzione magnetica o telecoil. © APIC

L’impianto ad induzione magnetica è quel meccanismo che consente a chi è dotato di una soluzione audiologica – sia un apparecchio acustico, sia un impianto cocleare – di ricevere direttamente un segnale sonoro amplificato ad un’intensità superiore attraverso il proprio dispositivo, in via privilegiata rispetto agli altri rumori di fondo, attivando in maniera semplice una bobina o telecoil presente sugli strumenti uditivi: nel caso di una stazione ferroviaria, è chiaro quanto sia significativo avere la possibilità di sentire tempestivamente annunci di servizio e informazioni sui treni, cambi di binario, ritardi e comunicazioni varie.

Questo tipo di tecnologia, fondamentale per offrire pari opportunità a tutti i cittadini, è stata appena attivata nella Sala Blu al binario 4 della stazione Centrale di Milano, dedicata da Trenitalia ad offrire assistenza di vario genere ai passeggeri con ridotta mobilità. Diverse associazioni che rappresentano i pazienti audiologici sono state invitate alla presentazione e alla prova sul campo dell’impianto, che ha soddisfatto pienamente gli interessati.

«È importante la diffusione della notizia – ha commentato Davide Bechis, consigliere dell’APIC Associazione Portatori di Impianto Cocleare – perché questo tipo di ausili è ancora poco diffuso sul nostro territorio». Il 9 luglio scorso, anche l’APIC ha risposto all’invito di Trenitalia e alcuni suoi rappresentanti hanno provato in prima persona l’impianto ad induzione magnetica di Milano: «La Sala Blu è stata dotata di questo sistema, che permette ai pazienti portatori di protesi acustiche e/o di impianto cocleare di percepire chiaramente le comunicazioni del personale presente al banco delle informazioni. Durante il test tutto ha funzionato al meglio: attivando la telebobina (o telecoil) del nostro impianto o delle protesi acustiche – hanno spiegato gli intervenuti – ed avvicinandosi al banco delle informazioni, il segnale trasmesso alle protesi è forte e chiaro e sovrasta l’eventuale rumore di fondo circostante».

All’estero questa opportunità è piuttosto diffusa, spiega l’associazione: molti sono gli ospedali, le chiese, i cinema, i teatri, le sale di attesa delle stazioni ferroviarie e degli aeroporti che ne fanno uso, mentre purtroppo in Italia i locali dotati di questi impianti si contano assai raramente. È dunque soltanto una questione di sensibilizzazione e di volontà, come sottolineano i portatori di impianto cocleare dell’APIC: «I professionisti in grado di fare un ottimo lavoro, come dimostrato a Milano, anche da noi non mancano».

Info: APIC – Associazione Portatori di Impianto Cocleare.

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