L’uso di Speech Guard E migliora il riconoscimento vocale: una ricerca di Oticon

Apparecchi

L'ascolto ottimale dei bambini ipoacusici è una sfida fondamentale per un corretto sviluppo del linguaggio. © Oticon

I congressi di aggiornamento non sono soltanto occasione di formazione nelle aule in cui si dibattono le ultime scoperte mediche e tecniche: anche le aziende, che producono e distribuiscono sul mercato i prodotti per la diagnosi, la cura e la riabilitazione dei disturbi uditivi, fanno la loro parte.

Le esposizioni dedicati al settore commerciale, infatti, sono certamente occasione per la presentazione degli articoli dei vari marchi, per contatti e incontri di interesse reciproco, per godere quasi sempre di una pausa dai lavori con coffee break opportunamente collocati. Ma non è tutto. Le società che operano in un settore complesso come quello audiologico e otorinolaringoiatrico, infatti, sono spesso attive in prima linea nella ricerca, finalizzata allo sviluppo di migliori e ulteriori tecnologie, che tuttavia offre anche la possibilità di approfondimenti scientifici. Non sono rari, infatti, i casi di studi clinici sponsorizzati e divulgati a cura dei marchi stessi: contributi non condizionanti – è sempre specificato – e tuttavia quegli studi diventano a buon diritto parte della letteratura da condividere.

Anche a Cernobbio, nell’ambito della conferenza HEAL 2014 sul lago di Como, gli stand hanno proposto le loro relazioni al pubblico. E la ricerca qui descritta si riferisce alle prove cliniche di Oticon, in particolare riguardo la linea pediatrica di apparecchi acustici Sensei: l’utilizzo di Speech Guard E, soluzione audiologica pensata per agevolare l’intelligibilità del discorso – un bisogno fondamentale per un bambino, che attraverso l’ascolto impara anche a parlare e a sviluppare il linguaggio – che caratterizza il pacchetto tecnico e tecnologico del prodotto, migliora davvero il riconoscimento vocale, secondo quanto pubblicato a firma di Kamilla Angelo, ricercatore di Oticon Paediatrics, e di Thomas Behrens, responsabile delle prove cliniche di Oticon.

Uno dei componenti importanti degli apparecchi acustici è, infatti, il compressore: la velocità a cui lavora influenza le dinamiche dell’uscita. Ad un estremo, un’azione di compressione molto veloce distorce i contrasti di intensità; all’altro, una molto lenta fallisce l’udibilità e la protezione contro i suoni forti. Nel lavoro presentato, gli studiosi di Oticon hanno dimostrato che la performance di riconoscimento vocale dei bambini ipoacusici – di fatto – è influenzata dalla strategia dell’ampiezza della compressione.

«Oticon ha di recente presentato la sua seconda famiglia di strumenti per l’udito pediatrici, Sensei. Qui riportiamo – hanno spiegato gli autori – i dati di trial clinici realizzati per testare l’efficacia del Sensei Pro con il compressore di ampiezza Speech Guard E, confrontato con il Safari900 con tradizionale compressione ad ampia dinamica (WDRC)». In misure ripetute dal disegno crossover cieco, ventuno bambini in età scolare affetti da ipoacusia fra moderata e severa hanno completato tre sessioni di test di laboratorio, intervallate da una prova sul campo di due-tre settimane con ciascun dispositivo. I partecipanti hanno ripetuto le frasi ricevute da una fonte primaria di diffusione in una situazione di ascolto impegnativa ma realistica, ad un rapporto segnale/rumore di +3dB così come il riverbero. Nonostante sia stata rilevata un’ampia variabilità individuale, il riconoscimento vocale medio con Sensei Pro ha migliorato significativamente il riconoscimento della parola, rispetto sia il dispositivo Safari900 sia l’amplificazione Linear.

Oticon sottolinea che questo risultato dimostra come la scelta dello schema di compressione sia un aspetto particolarmente importante del processo di selezione dell’apparecchio acustico. E, poiché la maggior parte dei dispositivi pediatrici per l’udito oggi presenti sul mercato è basata sulla compressione tradizionale WDRC, è probabile che l’approccio del guadagno lineare fluttuante di Speech Guard E sia attualmente la strategia ottimale per offrire ai bambini una benefica rappresentazione della struttura dinamica del discorso abbinata ad un’adeguata udibilità, concludono i ricercatori dell’azienda danese.

Info: Oticon.

C. P.

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