Con la musica, l’Ospedale dell’infanzia “Burlo-Garofolo” di Trieste cura l’udito

Terapie

Festa insieme fra piccoli pazienti, musicisti e operatori sanitari: la migliore occasione per imparare a rispettare il proprio udito. © IRCCS Materno-Infantile “Burlo-Garofolo”

Hanno concepito un’innovativa e gradevole modalità terapeutica per i piccoli pazienti audiologici, particolarmente adatta al pubblico di utenti a cui si rivolge: iniziativa destinata a fare scuola per portare allegria e buone pratiche e diffondere con l’esempio la consapevolezza dell’ascolto sicuro.

Con la Festa della Musica 2019, a Trieste, oltre alla ben nota e riconosciuta eccellenza ospedaliera dell’Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico Materno-Infantile “Burlo-Garofolo”, adesso spetta anche il primato di avere introdotto alla conoscenza e al piacere della musica i bambini, i loro familiari, diversi musicisti e cantanti, insieme agli operatori sanitari: l’occasione dell’evento ha portato in reparto buonumore e consapevolezza sui temi dell’udito. Ad approfondire come l’impiego di note e melodie sia fondamentale anche, e soprattutto, nella riabilitazione di bambini nati con deficit uditivi anche gravi è stata Eva Orzan, direttore della Struttura Complessa di Otorinolaringoiatria e Audiologia: «L’utilizzo precoce di un apparecchio acustico o di un impianto cocleare – ha spiegato la celebre ricercatrice, specializzata nelle conoscenze del recupero uditivo dei piccoli pazienti e in programmi istituzionali di controlli diagnostici delle capacità audiologiche fin dalla più tenera età – accresce la possibilità che un bambino con sordità possa sentire e sviluppare un linguaggio. Il progetto “Minù” dell’Audiologia e Otorinolaringoiatria del “Burlo-Garofolo” ha voluto andare oltre il solo recupero delle capacità uditive, dimostrando che un’educazione musicale precocissima arricchisce anche le abilità cognitive coinvolte nell’elaborazione di informazioni sonore, come la memoria e l’attenzione, ma anche l'apprendimento neuro-motorio e la coordinazione tra il suono e il movimento». Ad illustrare il valore medico e terapeutico di questa piacevole attività e gli aspetti genetici legati allo sviluppo delle capacità uditive e delle diverse forme di perdita sensoriale audiologica sono stati gli specialisti e i dirigenti del nosocomio che, davanti ad un colorato e folto pubblico, hanno animato l’iniziativa: quattro aree della struttura sono state trasformate in sale per concerti, mentre a suonare, cantare e ballare non sono stati soltanto i musicisti intervenuti, ma anche i piccoli pazienti, i genitori, gli infermieri, i medici e i ricercatori, tutti impegnati ad alimentare la festa di quel significato fondamentale, che va molto oltre la celebrazione e il semplice passatempo. A consultare i più recenti studi scientifici, infatti, si capisce che attualmente la musica è considerata anche un ingrediente coadiuvante del benessere e della felicità: al centro di cura “Burlo-Garofolo” hanno attuato già da tempo l’impiego delle note in aggiunta alle terapie per molte patologie, ma anche «per agevolare uno sviluppo equilibrato e sereno dei bambini».

Info: Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico Materno-Infantile “Burlo-Garofolo”.

C. P.

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