L’intelligenza non aspetterà: la parola d’ordine è velocità. Lo speciale AAA2019

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Dibattito su disturbi dell’udito e assistenza sanitaria in copertina, per il numero speciale AAA2019 della nostra testata internazionale Audiology Worldnews. © Parresia

Grande appuntamento a Columbus, nell’Ohio, per l’edizione 2019 del congresso dell’American Academy of Audiology. Guardiamoci intorno mentre la conferenza si affolla e brilla, diffondendo intelligenza in questo evento americano annuale, che si conferma il più imponente incontro di audiologi al mondo.

Basta pensare alla nuova denominazione, “Il meglio dell’audiologia”, mentre fino a non molto tempo fa il salone era definito con l’avverbio “NOW!” – adesso. Non è più il momento di chiamarlo così. Non in un mondo il cui l’adesso è già passato, ancor prima che abbiate la possibilità di cambiare le batterie dei vostri apparecchi acustici.

Fatti e commenti nell’edizione speciale di Audiology Worldnews

Questo stesso principio può essere applicato nella scienza e nel commercio, dove qualsiasi concetto imparato ieri sarà – come minimo – ridefinito questa sera, quando non completamente ripensato. Per provare a cogliere questo spirito del tempo, questa speciale edizione stampata di Audiology Worldnews illustra le notizie per i professionisti che incontrano quella definizione di intelligenza di Einstein misurata sulla base della capacità di cambiare: l’uso dei big data nell’app di Samsung uSound per testare l’udito in via remota tramite il telefono cellulare; la velocità di elaborazione rapidissima raggiunta dal sistema di cancellazione del feedback OpnS™ di Oticon; un laboratorio della US Navy in Ohio per ricreare l’acustica della portaerei per la ricerca; e, poiché un maggior numero di questioni politiche incombe sull’assistenza sanitaria universale, guardiamo al dibattito stellare della conferenza sulla realtà del tentativo di far funzionare il sistema Medicare per gli audiologi e per i loro pazienti.

Generalmente le conferenze dell’American Academy of Audiology sono conosciute per la loro lungimiranza, dunque è opportuno – come ha sottolineato la responsabile del programma scientifico, Erin Miller – che un gruppo improvvisato aiuti a dare il via all’edizione corrente, insistendo sulla necessità di una forte capacità di adattamento. Ma è importante anche porre l’attenzione sul fatto che, mentre i dispositivi per l’udito vengono oggi regolati in base alle nostre esigenze dall’intelligenza artificiale, la stessa che probabilmente scriverà presto questo genere di articoli, è anche vero che essa ha ancora bisogno di chiedere all’intelligenza umana che cosa è cosa, nuove applicazioni vengono ancora inventate da studenti nelle province remote dell’America del Sud e il cambiamento è ancora una dinamica nutrita ad un livello di base.

Finisce con un richiamo all’informazione l’invito a seguire Audiology Worldnews, che vanta un gruppo esperto di giornalisti specializzati per il sito Internet globale e le pubblicazioni internazionali. È possibile sottoscrivere l’abbonamento ad un’edizione locale in Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Regno Unito e Spagna. Inoltre, aggiornamenti social sono disponibili su Twitter in inglese all’account @AudioWorldnews e, in lingua italiana, su @AudiologyItalia.

Info: Audiology Worldnews.

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