Portare udito a chi non sente, non solo protesi: l’audiologia del futuro, a Roma

Formazione

Ritrovo fra specialisti, tecnici della riabilitazione e ragazzi sordi: la ricetta per ottimizzare le terapie per il ripristino uditivo è unire le forze, come hanno dimostrato gli organizzatori e gli intervenuti al corso romano. Da sinistra Pasquale Davide Longo, Sara Giada Gerini e Lino Di Rienzo Businco. © Sidero

Un corso di alta formazione, a cui ha preso parte anche un’esponente di rilievo dei pazienti con problemi di udito, per portare alla conoscenza degli operatori le esigenze di un interlocutore fondamentale, ovvero l’individuo ipoacusico. Se ne è parlato nella capitale, al motto di #FacciamociSentire.

Il moderno professionista sanitario che si occupa di audiologia si trova a dover interpretare patologie, esigenze e obiettivi personalizzati, per essere in grado di soddisfare in maniera sempre più raffinata le richieste di una platea di utenti tutti diversi e un’incidenza crescente di patologie relative. Per questo, i momenti didattici di aggiornamento si specializzano nella direzione di realtà molto varie e, allo stesso tempo, sulle innovazioni tecniche e tecnologiche che consentono di gestirle al meglio. In particolare, l’iniziativa semestrale in corso da febbraio fino a luglio 2019, presso l’Ospedale San Carlo di Nancy di Roma, si rivolge agli esperti che intendano approfondire i termini fisiopatologici ed epidemiologici che le patologie del distretto audiovestibolare hanno via via mostrato, comportando – di conseguenza – anche l’evoluzione rapida degli approcci diagnostici e dei protocolli terapeutico-riabilitativi che, grazie alla tecnologia biomedica, costituiscono le nuove frontiere del recupero sensoriale uditivo. Con queste premesse, i componenti del comitato scientifico del corso di alta formazione in audiologia organizzato nell’ambito della rete GMV Care & Research, Lino Di Rienzo Businco e Pasquale Davide Longo, hanno proposto una modalità dinamica e onnicomprensiva per formare l’operatore di oggi e, soprattutto, di domani. Anatomia, fisiologia ed embriologia dell’orecchio, fisica acustica, psicoacustica, patologia audiovestibolare e semeiotica clinica, diagnostica audiologica, tecniche mininvasive in otorinolaringoiatria, radiologia in otorinolaringoiatria, metodiche di implantologia protesica, best fitting, follow-up e riabilitazione audioprotesica, applicazioni audioprotesiche nell’adulto e nel bambino, audiologia infantile, impianto cocleare, caratteristiche tecniche e fitting degli impianti cocleari, acufeni, aspetti psicologici della sordità, riabilitazione logopedica delle sordità in adulti e bambini, primo soccorso, medicina legale ed aspetti responsabilistici, medicina del lavoro, marketing digitale e management sanitario sono le tematiche affrontate in lezioni frontali, prove di e-learning, attività pratiche specialistiche e workshop interattivi, ma anche sotto forma di un tirocinio presso l’Unità Operativa di Otorinolaringoiatria dell’Ospedale San Carlo di Nancy. Il momento interessante e fortemente simbolico ha riguardato l’invito rivolto a Sara Giada Gerini, giovane e brillante paziente, fondatrice ed animatrice del movimento #FacciamociSentire, che ha illustrato alla platea di operatori le necessità di ascolto, in senso duplice di ascoltare ed essere ascoltati, degli utenti ipoacusici a cui si rivolgono le pratiche cliniche, assistenziali e terapeutiche degli audiologi. Inoltre, una coda particolarmente pregnante dell’esperienza di studio sarà la sinergia creata fra l’Ospedale San Carlo di Nancy, la Sidero Onlus e l’associazione #FacciamociSentire, che porterà nelle piazze principali gli iscritti all’odierno corso di formazione, con campagne di prevenzione e sensibilizzazione sui disturbi di udito, consulenze gratuite, screening audiologici personalizzati e informazioni sui trattamenti più innovativi oggi disponibili.

Info: GMV – Gruppo Villa Maria Care & Research, #FacciamociSentire.

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