GN ed Hear-it promuovono un rapporto su numeri e costi dell’ipoacusia, in Europa

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L’impatto sociale dell’ipoacusia rivela numeri drammatici: i comportamenti a rischio sono molto diffusi fra la popolazione, in ogni età. © Cochlear

Dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, in occasione della Giornata Internazionale dell’Udito, arriva l’invito a controllare la capacità di sentire con un semplice test. Da parte loro, GN e Hear-it descrivono l’impatto significativo che tali disturbi producono sulle persone e sull’intera società.

Il settore dell’audiologia incrementa infatti, intorno al 3 marzo di ogni anno, l’attenzione dell’opinione pubblica sui temi della diagnosi precoce e dell’importanza della riabilitazione. Il 2019 vede l’impegno di Hear-it, organizzazione internazionale senza scopo di lucro rivolta alla sensibilizzazione della popolazione in materia, incaricata di diffondere il messaggio di prevenzione in quanto i dati allarmanti che provengono dalle indagini scientifiche lasciano intravedere un innalzamento dei rischi di ipoacusia e casi clinici crescenti. Insieme al sodalizio, il gruppo imprenditoriale GN ha promosso la pubblicazione di un rapporto dal titolo “Ipoacusia: i numeri e i costi”, che fotografa la situazione in Europa e illustra la campagna globale odierna finalizzata ad invitare i possibili pazienti a sottoporsi agli esami uditivi, al fine di migliorare la propria salute e la qualità della vita.

Misurando molte informazioni raccolte mediante centinaia di studi condotti negli ultimi vent’anni, l’iniziativa mostra come le perdite di udito rappresentano tuttora una sfida mondiale: ormai quattrocentosessantasei milioni di persone in tutto il pianeta convivono con problemi sensoriali invalidanti, che colpiscono più o meno un ultrasessantacinquenne su tre. Ma quel che preoccupa gli esperti riguarda le prospettive, poiché si stima che questi numeri moltiplicheranno il loro valore da qui al 2050, quando saranno novecento milioni. Meritano riflessioni serie e politiche sanitarie adeguate, non più prorogabili. Sentire è importante per comunicare, socializzare, imparare, lavorare e svagarsi. Permette di vivere in sicurezza e a proprio agio nell’ambiente circostante. L’ipoacusia non trattata è motivo di disagio, ma soprattutto può aumentare il pericolo di complicanze di natura sanitaria, manifestando isolamento sociale, ospedalizzazioni più frequenti, depressione e demenza.

Anche se i disturbi audiologici accrescono l’impatto negativo sulla vita di tutti i giorni, è anche vero che l’uso degli apparecchi acustici e degli altri ausili terapeutici aiuta i pazienti ad avere esistenze più appaganti, come dimostra ancora una volta il nuovo rapporto. A dispetto di ciò, molte persone che potrebbero beneficiarne rimangono addirittura senza diagnosi, oltre che senza trattamento. Controllare il proprio udito e riabilitare le eventuali problematiche diventa dunque cruciale, non soltanto per alimentare condizioni di benessere individuale, ma anche per assistere gli organi della sanità pubblica al fine di affrontare al meglio la sfida di una società che in Europa invecchia. A tal proposito, il messaggio di quest’anno per la Giornata Internazionale è dedicato all’analisi audiologica: è decisamente il primo passo, per avvicinare e curare eventuali disturbi.

Bisogna attendere il prossimo 6 marzo 2019 per consultare il rapporto “Ipoacusia: i numeri e i costi”, pubblicato a cura dell’organizzazione Hear-it sul proprio sito Internet.

Info: Hear-it.

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