Giro di boa in Spagna: fitting dei bambini, gli impianti superano gli apparecchi

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Gli impianti cocleari superano per la prima volta gli apparecchi acustici, nella riabilitazione dei bambini della Spagna: lo confermano due studi della confederazione delle famiglie degli individui ipoacusici. © J. L. F.

La popolarità degli impianti, rispetto agli apparecchi, sta conoscendo la sua stagione più felice, nel Paese iberico: per la prima volta, infatti, due studi comparativi hanno confermato la scelta preferenziale sulle vendite di questa tecnologia chirurgica nella riabilitazione dei bambini ipoacusici.

Fiapas, confederazione spagnola delle famiglie dei pazienti affetti da disturbi dell’udito, ha condotto le ricerche nel 2005 e nel 2018 e confrontato dati che rilevano questa significativa tendenza. Sulla base di campioni composti rispettivamente da circa seicento e circa ottocento casi clinici, la percentuale di quelli trattati con apparecchi acustici è scesa dal 57% al 39%, mentre l’implantologia ha conosciuto un incremento di pari impatto, raggiungendo anche picchi del 60%, nell’ambito della cura dell’ipoacusia bilaterale.

Ripercorrendo il protocollo terapeutico, se si tratta di riabilitare la sordità nella popolazione pediatrica, si raccomanda di ricorrere come prima strategia agli apparecchi acustici, mentre solo in una seconda fase, quando questi dispositivi non permettessero di rilevare risultati soddisfacenti, si suggerisce di optare per una soluzione chirurgica. Una ricerca recente della stessa Fiapas, tuttavia, ha mostrato che, in Spagna, la situazione si è del tutto capovolta nell’ultimo decennio, riscontrando come l’implantologia ha superato la protesizzazione nelle preferenze degli specialisti. Questo vale soprattutto per gli utenti di età inferiore, ai quali la stimolazione elettrica offre più interessanti prospettive rispetto agli apparecchi acustici, accompagnandoli nella crescita fino a diventare adulti, mentre sono i membri più anziani della popolazione a beneficiare in maggior parte del ripristino sensoriale attraverso le protesi per il trattamento della presbiacusia.

Fiapas, guidata da Carmen Jáudenes, ha diffuso alcuni fra i più significativi dati del lavoro di studio formulato nel 2018, che ha coinvolto circa ottocento famiglie ed è stato elaborato espressamente per valutare come si sono evolute le strategie terapeutiche finalizzate alla cura di una data diagnosi, fra i pazienti di età infantile e fra i giovani adulti fino ai ventisei anni, affetti da disturbi dell’udito fin dalla nascita o verificatisi nei primi anni di vita. Sulla base dei dati di una precedente indagine simile, che era stata condotta nel 2005 e aveva interessato cinquecentottantasei famiglie, la presidente esperta di pedagogia ha anche evidenziato che oltre il 90% dei soggetti riabilitati – bambini, adolescenti e giovani – comunica attraverso il linguaggio parlato: questo fatto rappresenta una tendenza in costante crescita, a confronto dell’impiego dei segni, nella stessa popolazione.

José Luis Fernández, Audio Infos Spagna

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