È l’infanzia in primo piano: i titoli del nuovo numero di Audiology Infos Italia

Informazione

Prima pagina con un bambino riabilitato in primo piano, quella del nuovo numero della rivista. © Parresia

Misura dell’importanza della riabilitazione dell’udito, per i bambini con parziale o totale perdita della capacità sensoriale, è il piccolo musicista di xilofono in prima pagina che, in un mondo di colori, richiama i due contributi d’autore di punta dell’ultimo numero della rivista in distribuzione.

Si comincia con un articolo a firma di Antonio Della Volpe, direttore dell’Unità di Otologia e Implantologia Cocleare dell’Ospedale Pediatrico “Santobono-Pausilipon” di Napoli, che stimola la riflessione su casi clinici di diagnosi precoci di sordità unilaterale nei pazienti in tenera età, scrivendo: “Assodato il panorama epidemiologico bisogna sottolineare che, in caso di ipoacusia monolaterale in età pediatrica, il risultato della diagnosi spesso viene trascurato o considerato poco importante, con conseguente intervento tardivo rispetto allo sviluppo delle aree cerebrali deputate all’ascolto, nonostante sia stato evidenziato da studi di neuroscienze ed imaging su cavia quanto le aree corticali deficitarie dello stimolo acustico possano riorganizzarsi in favore di altri organi di senso, perdendo con il tempo la loro specificità. Infatti, la corteccia uditiva continua il suo sviluppo fino ad un decennio dopo la nascita, ma la sordità congenita cambia questo modello normale”. Se pure il trattamento di ogni patologia audiologica avviene tempestivamente, non va sottovalutato il significativo sforzo di apprendimento dell’ascolto binaurale che si avvia dopo che il paziente è stato sottoposto all’intervento riabilitativo: una novità tecnologica in questo senso si è sviluppata a Padova con il ViSpA – Visual Spatial Auditory Lab, un’innovazione che consente a persone protesizzate o impiantate di varie età di sperimentare le fonti sonore tridimensionali che riproducono gli ambienti della quotidianità; lo spazio clinico è descritto in un servizio a cura di Alessandro Martini, direttore della Clinica Otorinolaringoiatrica dell’Azienda Ospedaliera Universitaria di Padova, che spiega come “rispetto al problema dell’ascolto nel rumore dell’adulto, cosiddetta sindrome da cocktail party, quello del bambino è più importante, in quanto l’apprendimento incidentale o incidental learning viene da direzioni differenti e questo è essenziale per lo sviluppo delle cosiddette stimolazioni binaurali o binaural cues: un accesso ritardato all’udito binaurale può risultare nella sindrome della preferenza uditiva”. Senz’altro una parte importante di questo numero è poi dedicata ai congressi di primavera, il 105° SIO Napoli 2018 con la presidenza scientifica di Ettore Cassandro e la conferenza HEAL 2018 di Cernobbio diretta da Ferdinando Grandori; riguardo quest’ultimo evento, una sezione speciale in inglese è curata dai colleghi della redazione di Audiology Worldnews. Su una visione internazionale verte anche l’approfondimento sugli acufeni, con un’iniziativa di respiro europeo e un’intervista ad Alessandra Barbara Fioretti, otorinolaringoiatra e audiologa romana che ha rappresentato l’Italia in seno al progetto comunitario sul tema COST TINNET. Suggerimenti e consigli riguardo la nuova normativa europea sulla privacy – il Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati, che entra definitivamente in vigore il 25 maggio 2018 – sono inoltre elargiti ai lettori da Geoffrey Cooling, esperto di audiologia e brillante analista del settore. In conclusione, il numero in corso dedica un doveroso benvenuto alla rubrica di riflessioni che debutta sotto la gestione di Sandro Burdo, audiologo di Varese che non ha bisogno di presentazioni, il cui titolo – “La pillola amara” – sottolinea l’esigenza di una critica costruttiva per migliorare le condizioni di professionisti e pazienti che si trovano a condividere posizioni ed esperienze in relazione al tema della sordità.