Collaborazione istituzionale, per la sicurezza e la salute dei luoghi del lavoro

Protocollo

Sicurezza sui luoghi di lavoro per la prevenzione delle patologie professionali è una priorità del nuovo protocollo. © Josh Parris

Grazie ad un protocollo fra il Ministero della Salute e la Società Italiana di Medicina del Lavoro firmato nei giorni scorsi da Beatrice Lorenzin, le due istituzioni lavorano al fine di migliorare le condizioni degli ambienti professionali in Italia, di promuovere screening e corretti stili di vita.

Dalle attività occupazionali, infatti, ancora molto spesso provengono malattie e conseguenze sanitarie connesse ad una variabile pericolosità dei luoghi che, nel caso dell’audiologia, riguarda il cosiddetto inquinamento acustico: non sono pochi, infatti, i mestieri che costringono chi li pratica ad un’esposizione dannosa per l’udito e le orecchie. Operai di vario genere, controllori aeroportuali, finanche musicisti, impiegati, addetti al settore dei trasporti e all’edilizia, dipendenti dell’industria e delle imprese artigianali, addirittura insegnanti, operatori degli impianti produttivi e sulle strade, agricoltori e pescatori, ingegneri e lavoratori dei cantieri, collaboratori dei call center rappresentano tutti figure a rischio di sviluppare ipoacusia in conseguenza dei diversi livelli di rumore ricevuti.

Finora, in questo Paese, non sono mancate le normative finalizzate alla protezione e alla prevenzione, ma i dati statistici vedono ancora l’Italia in difficoltà rispetto ad altre nazioni europee quando si parla di infortuni: in particolare, la sordità occupazionale risulta tuttora una delle patologie professionali maggiormente diffuse. La salute e la sicurezza dei lavoratori, pertanto, sono il principale obiettivo del protocollo di intesa firmato dal ministro Lorenzin e dal presidente della SIML – Società Italiana di Medicina del Lavoro, Francesco Violante, che si sono impegnati a programmare, promuovere ed intraprendere attività comuni per il miglioramento delle condizioni degli ambienti produttivi e per la riduzione delle disuguaglianze sanitarie. I temi di approfondimento riguardano la prevenzione di malattie croniche non trasmissibili, il supporto all’adesione alle attività di screening e la promozione di corretti stili di vita nell’ambito della sorveglianza sanitaria effettuata dai medici del lavoro, la valorizzazione dell’approccio scientifico alla tematica della salute e della sicurezza professionale e la proposta di misure di provata efficacia per la riduzione dei fattori di rischio di malattia ed infortunio, la definizione e la gestione – basata su evidenze scientifiche – delle azioni prioritarie per il controllo dei rischi lavorativi, la definizione di un quadro normativo semplice ed efficace per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro italiani, anche alla luce delle migliori esperienze presenti negli altri Paesi ad economia avanzata, infine l’analisi delle evidenze scientifiche sui rapporti tra insediamenti produttivi e salute della popolazione.

Dal presidente della Società Italiana di Medicina del Lavoro è stata espressa la convinzione dell’efficacia del provvedimento, che non comporterà oneri economici né per il Ministero della Salute né per il Servizio Sanitario Nazionale: «Questo protocollo è importantissimo – ha dichiarato Francesco Violante – perché permetterà di mettere al servizio delle politiche sanitarie pubbliche un nutrito gruppo di specialisti, che si occuperanno non solo degli obblighi che riguardano la tutela e la sicurezza nei luoghi di lavoro, ma soprattutto del tema della promozione della salute declinato in tutte le sue caratteristiche, con un’attenzione particolare ai temi di genere».

Info: Ministero della Salute.