Al “Burlo Garofolo” di Trieste c’è “La stanza di Matilde” per valutare i bambini

Innovazione

Dall'Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico “Burlo Garofolo” un inedito spazio per la diagnostica audiologica. © Burlo

Non si ferma lo sviluppo della Struttura Complessa di Audiologia e Otorinolaringoiatria dell’Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico – IRCCS Materno-Infantile “Burlo Garofolo” di Trieste: la responsabile, Eva Orzan, ha appena inaugurato un nuovo spazio per la diagnostica multifunzionale.

Un luogo, tecnologicamente avanzato, dedicato ai bambini con sordità e alle loro famiglie, che si presenta con un allestimento unico in Italia e in Europa per l’ambito clinico: “La stanza di Matilde”, infatti, è dotata del sistema Ambisonics, concepito presso l’Università di Oxford, nel Regno Unito, «che permette di realizzare spazi sonori immersivi e tridimensionali, come quelli che sperimentiamo naturalmente ogni giorno della nostra vita, con la differenza che il sistema può controllare tutte le variabili acustiche», spiega l’ufficio stampa dell’ospedale. Un approccio interdisciplinare consente, inoltre, di perfezionare ulteriormente l’intervento audiologico precoce in età infantile, di cui questo reparto è un sicuro riferimento di livello nazionale: la localizzazione sonora, nel nuovo ambiente, viene analizzata con un’infrastruttura per motion tracking a raggi infrarossi o attraverso sensori di profondità come quelli utilizzati nel settore dei giochi interattivi; questo potrà portare a nuove applicazioni cliniche – sostengono al “Burlo” – e di studio fisiologico del sistema uditivo, contribuendo ad avvicinare nuovi campi di ricerca scientifica ed ampliando l’offerta delle verifiche audiologiche e le metodologie riabilitative. Un sostegno significativo alla realizzazione del progetto, presentato al pubblico e alla stampa dalla responsabile dell’Audiologia triestina Eva Orzan e da un giovane membro della sua équipe, Enrico Muzzi, è giunto dalla famiglia Perin, che ha offerto una generosa donazione, e dall’azienda trevisana Laser Industries.

Valutare in maniera più accurata le abilità uditive dei bambini è soltanto l’ultimo passo nella diagnostica e nelle terapie della sordità infantile, che negli ultimi vent’anni hanno conosciuto progressi straordinari: «Oggi è possibile intervenire in tempi precocissimi, entro i primi dodici mesi di vita, e assicurare un normale sviluppo uditivo e linguistico nella stragrande maggioranza dei deficit uditivi dei bambini», sottolinea il comunicato dell’IRCCS “Burlo Garofolo”. «Gli apparecchi acustici digitali e gli impianti cocleari sono sempre più piccoli e sofisticati e sempre più capaci di correggere tutte le gravità dei difetti uditivi, anche quelli di entità profonda», prosegue. «Anche la chirurgia audiologica è diventata sempre più rispettosa delle microscopiche strutture dell’organo uditivo, tanto da lasciare in molti casi aperta la strada a future nuove tecnologie audiologiche ancora più innovative, anche per chi è già stato operato di impianto cocleare», rimarca. E conclude: «In questo clima di grandi avanzamenti, è quanto mai importante potenziare e perfezionare le capacità diagnostiche, valutative, riabilitative e dello studio scientifico, puntando sulle innovazioni tecnologiche e sullo scambio scientifico interdisciplinare, non solo nell’ambito della ricerca, ma anche nell’attività clinica e riabilitativa quotidiana».

Info: IRCCS Materno-Infantile “Burlo Garofolo”.