Orlando e Cianfrone chiudono il calendario 2017 dei corsi formativi CRS Amplifon

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Emergenza rumore: l'inquinamento acustico degli ambienti pubblici è dannoso per l'udito. © Fotolia

Tra il rumore e la sordità esiste uno stretto legame già molto noto agli addetti ai lavori, su cui però non si riversa la dovuta attenzione da parte dei cittadini a rischio di esposizione e dei responsabili legislativi e architettonici chiamati a ridurre l’impatto uditivo dell’inquinamento acustico.

È stata proprio la correlazione fra l’ipoacusia e l’acustica ambientale il tema di emergente attualità che ha concluso il ciclo dei corsi di formazione che il Centro Ricerche e Studi Amplifon ha organizzato per l’anno 2017: direttori dell’ultimo appuntamento sono stati Giancarlo Cianfrone e Maria Patrizia Orlando dell’Università “La Sapienza” di Roma. Gli esperti hanno sottolineato, ancora una volta, quanto gli spazi urbani siano ormai evidentemente saturi di stimoli sonori, sottoponendo ad eccessive sollecitazioni l’apparato uditivo di milioni di persone di ogni età: è un fatto che questo problema non interessi più soltanto i luoghi di lavoro un tempo considerati a rischio, come i cantieri, le fabbriche e le miniere, ma si verifichi anche in situazioni prima insospettabili come spazi aperti, ristoranti e uffici, dove il fenomeno di riverberazione contribuisce ad estendere il disturbo. Per non parlare delle attività legate allo svago anche della popolazione giovanile, come i concerti o – peggio perché sottovalutato – l’ascolto personale di musica ad elevato volume per molte ore al giorno. Ecco i motivi per cui negli ultimi anni si assiste ad un inevitabile abbassamento dell’età dei pazienti affetti da patologie audiologiche indotte dal rumore, anche sotto i trentacinque anni. Basti pensare che il silenzio è oggi considerato un parametro fondamentale non soltanto dal punto di vista clinico, ma anche per la qualità della vita e dell’equilibrio mentale, come ha spiegato Giancarlo Cianfrone: «Il silenzio assoluto non esiste dal punto di vista acustico, in quanto la presenza stessa dell’uomo lo rende impossibile. Attualmente sempre più persone, anche chi non è affetto da disturbi uditivi, ricerca luoghi privi di rumore: il silenzio sta diventando un lusso». L’inquinamento acustico produce danni uditivi ed extrauditivi: l’aspetto cocleare fisiologico è soltanto il primo problema, che si accompagna ad alterazioni dell’apparato cardiocircolatorio e del sistema nervoso influendo sui ritmi del sonno. Bisogna poi riflettere con attenzione sull’impatto prodotto sulle nuove generazioni, ha sottolineato Maria Patrizia Orlando: «Secondo una stima diffusa dall’OMS, nel 2008 erano circa un miliardo e cento milioni i giovani non ancora trentacinquenni a rischio di danni uditivi. Negli ultimi anni questa percentuale è diminuita del 10%, grazie allo sforzo congiunto delle istituzioni e della comunità scientifica. Ma la prolungata esposizione a telefoni, concerti, televisione e, in generale, a fonti sonore ha reso almeno il 40% di questi giovani a rischio di sviluppare deficit uditivi: si auspica pertanto un nuovo protocollo che incoraggi test audiometrici per una fascia più ampia della popolazione, in modo da implementare percorsi di risanamento uditivo». Fonoacustica e scienze dei materiali, edilizia architettonica e prevenzione sono argomenti quanto mai legati, se l’AIA – Associazione Italiana di Acustica promuove presso gli architetti, gli ingegneri e i tecnici del suono che ne fanno parte concetti di fonoisolamento e quiete acustica e forma gli addetti ai lavori nell’ottica di una progettazione che riduca il problema per il futuro: «I costi del risanamento acustico di un edificio, in Italia, sono superiori di cinque o sei volte rispetto al costo che lo Stato sosterrebbe a progettare una nuova costruzione che rispetti i criteri dell’acustica architettonica», ha spiegato Cianfrone. Il corso, come detto, ha chiuso il calendario 2017 del CRS Amplifon, che ha promosso sei eventi ECM per medici otorinolaringoiatri specialisti e specializzandi e per tecnici audioprotesisti e quattro momenti formativi sui temi dell’udito, coinvolgendo un centinaio di docenti e circa quattrocento iscritti.

Info: CRS – Centro Ricerche e Studi Amplifon.