Premi alla ricerca giovane sull’udito: i tre assegni per le Scholarship CRS 2017

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Riconoscenti e sorridenti per il traguardo, i tre vincitori delle borse di studio del bando Scholarship CRS 2017: da sinistra, Enrico Muzzi del “Burlo-Garofolo” di Trieste, Roberta Anzivino dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma e Roberta Di Mauro dell’Università Tor Vergata di Roma. © C. P.

Scholarship non sono solo borse di studio per il CRS – Centro Ricerche e Studi Amplifon, ma anche un investimento nella ricerca e nel futuro dell’audiologia nel nostro Paese: con queste parole il direttore Alberto Golinelli ha salutato il successo della seconda edizione dell’iniziativa. Premiazione.

Considerando le buone notizie che possono interessare la comunità scientifica, da una parte, e i giovani meritevoli di questo Paese, dall’altra, una sicuramente accomuna entrambi: succede quando la ricerca viene finanziata – e, purtroppo, non è qualcosa che capita tutti i giorni. Ancor più se i destinatari di un supporto economico ai loro studi sono specialisti o specializzandi nemmeno quarantenni – e allora lì sì che la questione si fa più unica che rara. Un esempio in tal senso torna, per fortuna, a diventare una tradizione per il CRS – Centro Ricerche e Studi Amplifon, che ha rinnovato l’antico obiettivo di sostenere la formazione sui temi dell’orecchio e dell’udito e, per la seconda edizione, ha consegnato tre borse di studio ad altrettanti ricercatori nell’ambito del bando Scholarship CRS 2017. La cerimonia è stata celebrata a Milano, nella sede di via Ripamonti 133, nella giornata di venerdì 24 novembre: una conferenza stampa in tarda mattinata, per comunicare agli organi di informazione medico-scientifici l’iniziativa e consentire ai protagonisti di raccontare i loro progetti e la loro storia formativa e professionale, poi la consegna ufficiale davanti agli specializzandi in otorinolaringoiatria di tutta Italia intervenuti per partecipare all’evento Academy AUORL che l’Associazione Universitaria Otorinolaringologi presieduta da Gaetano Paludetti promuoveva proprio nel vicino Auditorium.

Da Alberto Golinelli, direttore del CRS Amplifon, i vincitori delle borse di studio sono stati introdotti e presentati alla stampa: Roberta Anzivino dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, Roberta Di Mauro dell’Università Tor Vergata di Roma ed Enrico Muzzi dell’Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico – IRCCS Materno-Infantile “Burlo Garofolo” di Trieste. Degna di nota la rappresentanza femminile, in un ambito dove la presenza degli uomini – specie ai più elevati traguardi – costituisce ancora la grande maggioranza, anche se le competenze accademiche non sono certo una questione di genere. I tre giovani hanno meritato assegni per settemila euro ciascuno, che serviranno a coprire le spese di un periodo di studio e lavoro all’estero, in università e centri clinici specializzati, al fine di completare e perfezionare i progetti di ricerca selezionati sui dieci pervenuti al comitato scientifico del Centro Ricerche e Studi Amplifon, presieduto da Susan Carol Holland. Da oggi è già possibile consultare il bando per l’edizione 2018, le cui domande dovranno pervenire entro il 30 giugno.

È la codificazione dei suoni da parte degli impianti cocleari il tema scelto da Roberta Anzivino, otorinolaringoiatra trentunenne che lavora al Policlinico “Agostino Gemelli” di Roma, che intende approfondire il fenomeno del mismatch con il gruppo di Mario Svirsky del Langone Medical Center presso la New York University of School Medicine, per liberare i pazienti dalla percezione in parte distorta del cosiddetto orecchio bionico: «Fermo restando che l’impianto cocleare è una vera e propria rivoluzione in campo medico e tecnologico, l’obiettivo ora è rendere il più naturale possibile il messaggio verbale, musicale e sonoro», ha spiegato la giovane specialista, che a tal fine cercherà di adeguare un fitting personalizzato delle tabelle di frequenza su oltre cento pazienti.

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