Genere e pari opportunità: e l’udito gioca un ruolo importante, nelle differenze

Sensibilizzazione

Il contributo di Eliana Cristofari alla rassegna “Il tempo delle donne”. © Amplifon

In un tempo in cui il postfemminismo influenza riflessioni e comportamenti, le pari opportunità sono spesso ancora un miraggio e il confronto fra uomini e donne immagina interessanti prospettive di sviluppo, le differenze di genere tornano di moda: un’iniziativa alla Triennale, fra scienza e ironia.

È una conversazione inserita come evento culturale all’interno della rassegna “Il tempo delle donne”, promossa dal quotidiano “Corriere della Sera” e, in particolare, dal blog “La ventisettesima ora”, quella che ha visto protagonista un’esperta del settore come Eliana Cristofari, responsabile della Struttura Dipartimentale di Audiovestibologia dell’Ospedale di Circolo e Fondazione Macchi presso l’Azienda SocioSanitaria Territoriale Sette Laghi di Varese, che ha dialogato con il dj Rudy Zerbi e con l’attrice comica Marta Zoboli, moderati dalla giornalista Chiara Maffioletti, in un excursus che ha inteso dimostrare quanto la capacità uditiva sia fondamentale nelle relazioni interpersonali e in alcune, insospettabili, questioni di genere. Un approfondimento, sponsorizzato dall’azienda Amplifon e rivolto ad un pubblico esteso non sempre informato in materia ma che è determinante raggiungere con una buona sensibilizzazione, «per scoprire come uomini e donne siano molto diversi anche in tema di ascolto», come hanno sottolineato gli organizzatori. Esaminando in premessa alcuni dati scientifici, l’obiettivo dell’incontro è stato quello di raccontare, «con il sorriso», come la comunicazione basata sul linguaggio sensoriale dell’ascolto rivesta un ruolo davvero importante nel costruire i rapporti sociali, familiari e personali e come – hanno sostenuto i relatori – possa anche essere la chiave per capirne qualche segreto finora sconosciuto. Un esempio – è stato detto – riguarda il fatto che le donne, com’è noto, parlano di più degli uomini, ma questo potrebbe essere dovuto al migliore udito che dimostrano di avere nell’arco della loro esistenza, specie alle frequenze del messaggio vocale – circa 1.000 Hz; inoltre, a questo proposito va considerato anche che le persone di sesso maschile cominciano a soffrire di un calo dal punto di vista audiologico intorno a trent’anni di età, mentre nel sesso femminile alcuni fattori ormonali influenzano la funzione con effetti protettivi fino a circa cinquant’anni. «La perdita di udito – ha infatti spiegato Eliana Cristofari – colpisce in misura maggiore gli uomini. Gli studi a disposizione ci dicono che le donne hanno una soglia uditiva superiore, in generale, alle frequenze del parlato. Questo dato si spiega, in parte, con l’azione ormonale che protegge le donne fino ai cinquant’anni e con la maggiore esposizione al rumore degli uomini nelle attività ludiche e lavorative. Dopo i cinquant’anni le differenze uditive di genere si riducono, ma gli uomini restano significativamente più colpiti dalla presbiacusia, cioè la diminuzione dell’udito legata all’avanzare dell’età. Al di là del genere – ha sottolineato l’esperta – l’udito di ogni persona presenta caratteristiche specifiche che, in caso di calo uditivo, dopo un’accurata diagnosi, vanno considerate nella scelta della soluzione più adatta. Grazie alla tecnologia di ultima generazione, gli apparecchi acustici di oggi possono essere tarati sulle esigenze di ciascun individuo, restituendo la capacità di relazionarsi con gli altri, migliorando la qualità di vita e riducendo inoltre il rischio di isolamento». E l’importanza di un buon udito è risultata importante anche secondo l’indagine “Senti chi ama”, promossa dall’azienda Amplifon e realizzata da GfK su un campione di ottocento italiani in coppia – fidanzati, sposati, conviventi – rappresentativo della popolazione dai trent’anni di età: i dati hanno dimostrato che entrambi i generi concordano sull’importanza dell’ascolto in una relazione di successo, considerato uno dei pilastri del rapporto di coppia per sette italiani su dieci, secondo solo al sentimento (82%), e ritenuto più importante addirittura della sessualità (48%). I maggiori ostacoli al dialogo – che, secondo il sondaggio, manca in una coppia italiana su due – sono il multitasking per il 27% del campione, il tempo ridotto della frequentazione reciproca (17%), l’esigenza di ciascuno di concentrarsi sulle proprie esigenze (16%), le distrazioni da cellulare (10%) e – quinto fattore – la ridotta capacità uditiva (6%).

Info: Amplifon.