Hanno ridotta tolleranza ai suoni i pazienti iperacusici e misofonici: lo studio

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Prima firma del lavoro è Alessandra Fioretti, clinica, ricercatrice e autrice di pubblicazioni su riviste scientifiche nazionali e internazionali. © Alessandra Barbara Fioretti

Con un articolo completo e un’accurata bibliografia, alcuni autorevoli autori hanno approfondito il tema dell’iperacusia e della misofonia: il primo disturbo si riferisce ad una ridotta tolleranza ai suoni, causa di elevati livelli di stress; il secondo origina reazioni negative per suoni specifici.

Breve anticipazione del servizio pubblicato sul numero 30/2017 della rivista Audiology Infos Italia, in uscita a maggio. La ridotta tolleranza al suono comprende un insieme di disturbi uditivi quali l’iperacusia, la fonofobia, lo shock acustico e la misofonia. Nel presente articolo ci occupiamo di iperacusia e misofonia, in quanto si presentano con maggiore frequenza alla nostra attenzione.

L’iperacusia

L’iperacusia è una ridotta tolleranza a suoni ordinari che vengono percepiti come molto intensi, diventando la causa di elevati livelli di stress. Il persistere di tale situazione può avere ripercussioni sulle attività quotidiane sia lavorative che ricreazionali.

L’iperacusia può essere associata a condizioni irritative del nervo cocleare, come avviene nelle lesioni del nervo facciale o nelle infiammazioni trigeminali. Altre volte può essere un fenomeno soggettivo di origine emotiva o psicologica, ad esempio si può osservare sia nell’isteria che nell’autismo. In un certo numero di casi si rileva l’associazione con alterazioni patologiche delle cellule acustiche presenti nella coclea. L’iperacusia ha una prevalenza del 10%-15% nella popolazione generale (Jastreboff e Jastreboff, 2000; Paulin et al., 2016), mentre nei bambini e negli adolescenti i dati sono variabili, con valori compresi tra 3,2% e 17,1% (Rosing et al., 2016). Tuttavia in letteratura sono presenti pochissimi studi sull’iperacusia, che spesso non viene diagnosticata o sospettata. I maggiori esperti di iperacusia hanno dato negli anni differenti interpretazioni sulla genesi e sulle caratteristiche del disturbo.

Un’ipotesi pone in primo piano alterazioni del sistema di elaborazione dei suoni a livello cerebrale come causa dell’anomala sensibilità dei soggetti iperacusici (Jastreboff e Hazell, 1993). Sono stati descritti quattro sottotipi di iperacusia (Tyler et al., 2014): loudness, annoyance, fear e pain hyperacusis. La loudness hyperacusis si verifica quando suoni di moderata intensità sono giudicati come molto forti rispetto alla percezione di una persona normale. L’annoyance hyperacusis è responsabile di una reazione emotiva preminentemente negativa. La fear hyperacusis si manifesta con una risposta avversa ai suoni, con un atteggiamento di evitamento. La pain hyperacusis si associa ad una sensazione dolorosa per esposizioni a livelli di suono inferiori a 120 dB SPL. In alcuni pazienti possono essere presenti contemporaneamente diversi sottotipi di iperacusia.

L’iperacusia non va confusa con la fonofobia (paura del suono), con la misofonia (ipersensibilità a suoni specifici) e con lo shock acustico. Lo shock acustico colpisce lavoratori esposti ad uno stimolo uditivo per molte ore al giorno (come nei call center) e si presenta con otalgia, acufeni, vertigini ed ovattamento auricolare. In alcuni casi lo shock acustico e l’iperacusia possono far parte di una patologia più complessa denominata Tonic Tensor Tympani Syndrome – TTTS (Westcott et al., 2013). La Tonic Tensor Tympani Syndrome è caratterizzata da un’aumentata impedenza del sistema timpano-ossiculare, dovuta ad un’anomala tensione del muscolo tensore del timpano che ha la funzione di modificare l’elasticità della membrana timpanica. Un’alterazione nella soglia del riflesso del muscolo tensore del timpano provoca un’anomala e precoce contrazione del muscolo, evocando la sensazione di una pulsazione nell’orecchio in seguito all’esposizione ricorrente a suoni potenzialmente traumatici.

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