Con uno studio, gli audiologi di Pisa esplorano vari utilizzi della protesi BAHA

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Funziona bene da oltre trent'anni per l’ipoacusia bilaterale trasmissiva e mista: è la protesi impiantabile BAHA. © Cochlear

Clinicamente, la protesi impiantabile ad ancoraggio osseo BAHA viene utilizzata da oltre trent’anni per l’ipoacusia bilaterale trasmissiva e mista; da oltre un decennio, per la sordità neurosensoriale monolaterale, se ne attenua l’output alle basse frequenze. Altri casi studiati dall’Azienda Pisana.

Attenuare questo tipo di impianto alle basse frequenze consente di ampliare gli utilizzi del dispositivo anche ad altri pazienti. Ancora non è chiaro, tuttavia, se l’accorgimento possa migliorare l’efficacia anche per chi è affetto, ad esempio, da ipoacusie bilaterali causate da otosclerosi o da otite media cronica. Al fine di indagare le possibili applicazioni ulteriori di questa soluzione nella pratica clinica, Lucrezia Sparacino, Francesco Lazzerini e Luca Bruschini dell’Unità Operativa di Otorinolaringoiatria, Audiologia e Foniatria Universitaria presso l’Azienda Ospedaliera Universitaria Pisana hanno approfondito uno studio retrospettivo sulla base della casistica della struttura.

Verificare se l’attenuazione delle basse frequenze sia utile anche nelle sordità bilaterali e, ovviamente, invididuare il guadagno della protesi BAHA alle basse frequenze, in modo da ottenere una buona performance uditiva in pazienti affetti da diverse patologie, era lo scopo dichiarato del presente studio. «Sono stati analizzati retrospettivamente i dati clinici di novantotto pazienti sottoposti ad impianto di protesi BAHA presso il reparto di Audiologia e Foniatria Universitaria dell’Ospedale di Pisa», hanno spiegato gli autori. «Tra i pazienti selezionati per lo studio, quattordici erano affetti da sordità neurosensoriale monolaterale, sei da ipoacusia mista bilaterale dovuta ad otosclerosi, ventiquattro da ipoacusia mista bilaterale causata da otite media o da esiti di chirurgia sull’orecchio, quattordici da ipoacusia di conduzione monolaterale dovuta ad atresia auris. Tutti i pazienti sono stati sottoposti ad otomicroscopia, audiometria tonale in cuffia e in campo libero, audiometria vocale, impedenziometria e valutazione del riflesso stapediale». A proposito dei metodi impiegati, gli specialisti hanno riferito che «per i processori BAHA sono stati utilizzati software 4.0 e 5.0 che permettono di regolare la potenza della vibrazione per le singole frequenze, così da poter fornire al paziente la migliore sensazione uditiva. È stata valutata, quindi, la differenza tra il guadagno predefinito e quello associato alla migliore sensazione uditiva ottenibile per il paziente e indicato come guadagno differenziale (GD)».

Grazie all’analisi effettuata, si è potuto notare che in tutti i casi riportati la soglia uditiva in campo libero è risultata migliorata dopo l’impianto. Il riconoscimento vocale è migliorato dopo alcune sessioni di mappaggio del processore. Il guadagno differenziale a 250 Hz è risultato negativo non solo nei soggetti affetti da sordità neurosensoriale monolaterale, come era atteso dagli specialisti, ma anche in quelli con ipoacusia mista per otite media, timpanosclerosi e otosclerosi. Il guadagno differenziale era positivo solo nei soggetti con ipoacusia trasmissiva.

Il lavoro effettuato dagli audiologi e foniatri pisani, dunque, si è concluso con considerazioni interessanti. Gli specialisti ritengono che l’impianto BAHA sia un’eccellente protesi uditiva, che tuttavia sembra presentare una distorsione del segnale alle basse frequenze. La convinzione maturata dall’esperienza clinica si fonda sul principio che questo comportamento sia da ricondurre alle caratteristiche intrinseche di trasmissione del suono per via ossea, in particolare al meccanismo legato all’inerzia dei fluidi labirintici. Infatti, se le finestre sono normali e i movimenti dei fluidi cocleari sono liberi, come nel caso di pazienti con ipoacusia di conduzione dovuta ad atresia auris o nei pazienti sottoposti ad interventi sull’orecchio con scarso recupero uditivo, il guadagno dell’impianto può essere neutro o positivo. Al contrario, se il meccanismo di conduzione risulta danneggiato, come nel caso dell’otosclerosi, si verificherà distorsione della trasmissione del suono alle basse frequenze, che dovrà essere ridotta mediante attenuazione dell’output delle stesse.