Quando la politica fa bene al settore: aspettative promettenti di LEA e non solo

Provvedimenti

Grazie ai nuovi LEA, gli apparecchi acustici digitali entrano nel nomenclatore. © G. B.

Una buona notizia, senza dubbio, per l’industria audioprotesica, oltre che – in prima analisi – per i pazienti affetti da ipoacusia è l’attuazione dei LEA, i Livelli Essenziali di Assistenza che il Servizio Sanitario Nazionale italiano dovrà cominciare ad erogare nella nuova forma nei prossimi mesi.

Ha già iniziato ad accorgersene la Borsa, con il titolo Amplifon in ascesa di quasi un punto percentuale nella giornata del 16 gennaio 2017: una positiva reazione dei mercati alla notizia che il governo italiano, con la firma definitiva del presidente del Consiglio dei Ministri Paolo Gentiloni, aveva approvato finalmente il decreto sulle cure e prestazioni garantite a tutti i cittadini del Paese, in forma gratuita o dietro pagamento di un ticket. Come si sa, questo provvedimento – addirittura atteso per sedici anni – aggiorna le attività che il sistema pubblico della salute ha valutato necessarie per la diagnosi e il trattamento terapeutico di diverse patologie. In ambito audiologico, concetti significativi che sono stati accolti nel documento riguardano, innanzitutto, il fondamentale inserimento dello screening neonatale della sordità congenita con estensione a tutti i nuovi nati, poi, l’urgenza di un adeguamento tecnologico dei presidi protesici e, infine, l’inserimento delle soluzioni per il ripristino dell’udito fra gli “ausili di serie che richiedono la messa in opera da parte del tecnico abilitato”: dunque, sul piano diagnostico, l’opportunità di superare le inaccettabili differenze regionali che finora hanno reso una chimera l’effettiva ed efficace universalità del servizio di screening neonatale, mentre dal punto di vista riabilitativo il passaggio dai dispositivi analogici a quelli digitali e il riconoscimento della prestazione professionale dell’audioprotesista quale condizione dirimente all’applicazione. In particolare, l’elenco 2A dell’allegato 5 del nuovo nomenclatore comprende, alla voce “Ausili per l’udito”, apparecchi acustici ad occhiale, apparecchi acustici retroauricolari, accessori per applicazione via aerea e via ossea, apparecchi acustici connessi a dispositivi impiantati; i livelli di perdita uditiva che danno diritto alla protesizzazione variano a seconda dell’età del paziente, ovvero non prevedono limitazioni in caso di minori di diciotto anni, mentre per i maggiorenni è richiesta un’ipoacusia bilaterale, rilevata senza protesi, da 55 a 75 dB HL nell’orecchio migliore sulla media delle frequenze 500, 1.000, 2.000 e 4.000 Hz; il testo specifica che, “terminata la fase medico-diagnostica della prescrizione, il tecnico audioprotesista applica e adatta gli ausili alle esigenze soggettive dell’assistito. Sarà cura dello specialista la verifica della corrispondenza alla prescrizione degli ausili forniti”. Le nuove regole, pertanto, promettono di estendere alle forniture pubbliche le nuove tecnologie che, ormai da parecchi anni, hanno portato sul mercato delle soluzioni per l’udito funzionalità e possibilità di personalizzazione del trattamento terapeutico che costituiscono davvero l’obiettivo primo di una corretta riabilitazione uditiva. Anche per questo gli analisti finanziari scommettono sugli effetti positivi che l’impatto della nuova normativa avrà sulla crescita del settore, anche considerando il fatto che il governo francese ha già perseguito la stessa via; oltreoceano, in attesa della politica che il neopresidente Donald Trump formalizzerà nel corso del suo mandato, già si annovera una proposta di legge per l’introduzione di una riduzione fiscale per gli apparecchi acustici che è stata presentata al vaglio del Senato degli Stati Uniti, che comprenderebbe un credito di imposta – inedito per il Paese – pari a cinquecento dollari per apparecchio per i cittadini di tutte le età, cosa che dovrebbe aumentare il tasso di protesizzazione.

E mentre per l’entrata in vigore dei nuovi Livelli Essenziali di Assistenza del Servizio Sanitario Nazionale italiano basterà attendere pochi giorni, poiché è ormai attesa a breve la pubblicazione del decreto sulla Gazzetta Ufficiale, non mancano le speculazioni sulla loro completa ed effettiva attuazione: da più parti, infatti, si teme che gli ottocento milioni di euro vincolati al Fondo Sanitario Nazionale non basteranno, e si guarda con attenzione al delicato e fondamentale passaggio della loro applicazione in modo uniforme su tutto il territorio, dove tuttora sussistono troppe differenze significative fra regione e regione. In ogni caso, Stato e Regioni dovranno ancora lavorare sodo per rendere l’aggiornamento pienamente operativo: infatti, le prossime settimane serviranno alla “promozione dell’appropriatezza nel Servizio Sanitario Nazionale” da parte della Commissione appositamente istituita, che dovrà ridefinire le prestazioni e modificarne le modalità erogative, “garantendo il mantenimento della compatibilità tra risorse e prestazioni da erogare in maniera omogenea sul territorio nazionale”; successivamente, si dovranno informare medici e cittadini al fine di favorire prescrizioni appropriate.

Info: Ministero della Salute.

C. P.