Ha sempre successo il “Lunch with the Professor”: quando l’impianto è una sfida?

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A Varese l'audiovestibologia vanta un'eccellente casistica. © Otometrics

Il “Lunch with the Professor”, da un paio di edizioni, è una sessione speciale del congresso SIO: un’occasione di approfondire un tema scientifico complesso, all’ora di pranzo, con un collega particolarmente esperto. Al 103° evento 2016, Eliana Cristofari di Varese ha affrontato l’impianto cocleare.

Prestano servizio presso la Struttura Semplice Dipartimentale di Otorinolaringoiatria e Audiovestibologia dell’Azienda SocioSanitaria Territoriale “Settelaghi” di Varese e presso la Fondazione Audiologica Varese i componenti del gruppo di lavoro che si è dedicato a descrivere “Quando l’impianto cocleare è una sfida” all’ultimo congresso nazionale della Società Italiana di Otorinolaringoiatria e Chirurgia Cervico-Facciale di Roma, presieduto da Roberto Filipo: si tratta appunto di Eliana Cristofari, che ha moderato la sessione insieme ad Annalisa Meli, Franco Brega e Gregorio Ugazio. Il “Lunch with the Professor” su questo tema si è aperto con la constatazione che l’efficacia dell’applicazione dell’impianto cocleare (IC) in adulti e bambini è dimostrata da numerosi contributi nella letteratura medica. I criteri di candidatura all’impianto cocleare sono ormai codificati, e le tecniche chirurgiche sono standardizzate. Tuttavia esistono pazienti – hanno considerato i relatori – che presentano quadri audiologici ed anatomici complessi, nei quali l’indicazione e la scelta necessitano di una discussione collegiale e di approcci, talora, che si possono definire ancora pionieristici. Grazie alla presentazione di sei casi clinici affrontati presso l’Azienda SocioSanitaria Territoriale “Settelaghi”, gli specialisti hanno discusso nella sede romana gli aspetti audiologici, chirurgici e riabilitativi dell’impianto cocleare adattato su altrettanti pazienti: ai colleghi che hanno seguito la sessione gli autori hanno illustrato le condizioni pratiche del lavoro svolto ed hanno proposto un confronto aperto sulle scelte operative effettuate. In particolare, si è parlato di sordità sindromica e di malformazioni dell’orecchio interno.

Nell’ambito delle comunicazioni a tema di attualità in otologia ed audiologia, poi, gli stessi sanitari hanno riferito riguardo “L’impianto cocleare nell’anziano”, con particolare riferimento al concetto di qualità della vita. Si stima che gli adulti ipoacusici in Italia siano circa ventitremila, la maggior parte dei quali di età superiore a sessantacinque anni. Sebbene l’Italia, fra i Paesi occidentali, sia uno degli ultimi per numero di portatori di protesi acustiche, i pazienti anziani ipoacusici che si accostano alla terapia protesica – hanno rilevato gli esperti lombardi – sono in aumento. Di pari passo è in continuo incremento la richiesta dell’impianto cocleare anche nei pazienti anziani, senza limite di età. Basta osservare i dati presentati per comprendere il fenomeno: è infatti stata effettuata una revisione della letteratura scientifica internazionale sugli impianti cocleari nei pazienti anziani, analizzando i criteri di candidatura per questa fascia di popolazione. Questi dati sono stati confrontati con la casistica della Struttura Dipartimentale di Audiovestibologia dell’ospedale di Varese negli ultimi cinque anni. La letteratura riporta un ottimo outcome funzionale, senza particolari complicanze, nei pazienti anziani con sordità profonda acquisita. Anche i pazienti impiantati di età superiore ai sessantacinque anni presso l’ospedale di Varese hanno riportato un ottimo outcome funzionale con una stimolazione bimodale e non sono state riscontrate complicanze maggiori, con un miglioramento della qualità della vita e delle autonomie quotidiane. In base all’esperienza varesina – hanno concluso gli autori – l’età non costituisce un limite all’impianto cocleare, sebbene la selezione dei pazienti debba prevedere un inquadramento multidisciplinare che consideri non soltanto gli aspetti audiologici, clinici e chirurgici, ma anche quelli sociali e relazionali.