Basta una vertigine come sintomo di un’altra patologia: qui un raro caso clinico

Studio

Dalle vertigini ad un caso raso di sindrome da ipotensione liquorale spontanea, a Ferrara. © Rynio Productions – Fotolia

La “Vertigine come sintomo di esordio della sindrome da ipotensione liquorale spontanea: un raro caso clinico” è il lavoro di un gruppo di sanitari dell’Unità ORL dell’ospedale di Ferrara composto da Andrea Ciorba, Stefano Savini, Chiara Bianchini, Stefano Ceruti, Giovanni Scanelli e Claudia Aimoni.

La squadra di esperti, in forze presso l’Unità Operativa di Otorinolaringoiatria dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria del capoluogo emiliano, ha presentato questo caso di Sindrome da Ipotensione Liquorale Spontanea (SIH) esordito con sintomatologia vertiginosa. Lo studio del caso clinico ha rilevato che il paziente in esame è un uomo di settantasette anni affetto da ipertensione arteriosa e dislipidemia, inviato presso l’ambulatorio vestibolare nel sospetto di una vertigine posizionale parossistica, dove ha eseguito una completa valutazione otoneurovestibolare integrata dalle seguenti indagini strumentali: audiometria tonale, impedenzometria, studio dei riflessi stapediali, prove audiometriche sopraliminari – STAT, studio del nistagmo spontaneo, evocato e indotto con prove termiche. A completamento diagnostico sono stati eseguiti un esame ABR, VEMPs, risonanza magnetica del tronco encefalo, risonanza magnetica del nevrasse e valutazione specialistica neurochirurgica. Il follow-up clinico e neuroradiologico è stato di dodici mesi dalla prima valutazione.

Basta la descrizione dei risultati per accertare la corretta diagnosi del disturbo: «Il paziente riferiva da due mesi – ha raccontato il personale del reparto – l’insorgenza di episodi vertiginosi di tipo oggettivo innescati dai cambiamenti posturali, in particolare, nel passaggio dal clino all’ortostatismo, talora associati a cefalea. Alla valutazione clinica, il nistagmo spontaneo ed evocato è risultato assente, mentre le stimolazioni termiche hanno evidenziato iporeflettività vestibolare destra. L’audiometria tonale ha riscontrato un’ipoacusia neurosensoriale bilaterale più accentuata per le frequenze medio-alte, con soglia peggiore a destra. I riflessi stapediali sono risultati parzialmente evocabili bilateralmente. Le prove audiometriche sopraliminari hanno mostrato uno STAT positivo a destra, un ABR destrutturato soprattutto a destra e VEMPs non rilevabili. La risonanza magnetica tronco encefalo, eseguita per approfondimento diagnostico, ha mostrato marcato enhancement meningeo, con abbassamento delle strutture diencefaliche e delle tonsille cerebellari. Tale quadro ha deposto per sindrome da ipotensione liquorale», hanno concluso i sanitari. La successiva valutazione neurochirurgica e la risonanza magnetica del nevrasse non hanno mostrato punti di fistolizzazione/liquorrea. La terapia steroidea, associata alla reidratazione e al decubito clinostatico, ha permesso un discreto recupero funzionale. Il follow-up, con risonanza magnetica encefalo a distanza di quattro e dieci mesi dalla diagnosi, ha mostrato stabilità del quadro clinico, e la soglia audiometrica è risultata stazionaria a dodici mesi dalla prima valutazione.

Bene esposta è stata anche la discussione del caso, nella quale il gruppo di lavoro ha rilevato che la sindrome da ipotensione liquorale spontanea è una rara condizione clinica caratterizzata per definizione da una riduzione della pressione liquorale, cefalea ortostatica ed enhancement meningeo alla risonanza magnetica cerebrale dopo somministrazione di gadolinio, in assenza di riscontro di recenti traumi cranici o puntura lombare. Il rapporto M:F è di circa 2:1 ed il picco di incidenza intorno ai quarant’anni di età. Il meccanismo eziopatogenetico alla base dell’insorgenza della sindrome da ipotensione liquorale spontanea non è conosciuto. Si ipotizza possa ricondursi o ad una ridotta produzione o ad una perdita di liquor: l’ipotensione e l’ipovolemia di liquor che ne risultano sostengono la sintomatologia. La terapia è controversa; il trattamento conservativo, in primis, include l’idratazione e il riposo a letto in posizione clinostatica. L’assunzione di caffeina, teofillina e steroidi è stata segnalata come scelta farmacologica talora efficace.

Le conclusioni a cui sono giunti gli specialisti di Ferrara riferiscono che la sindrome da ipotensione liquorale spontanea è un’entità clinica di raro riscontro: ad oggi, in letteratura ne sono riportati pochi casi in cui siano presenti anche ipoacusia neurosensoriale associata ad acufeni e vertigine. Per quanto risulta agli autori dello studio, il presente è il primo caso clinico descritto in cui il sintomo di esordio sia rappresentato dalla vertigine.