L’Australia e il confronto fra le pratiche dello screening audiologico neonatale

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Lo screening audiologico neonatale universale si conferma la migliore politica di prevenzione della sordità. © Paul Ripke

I ricercatori dell’Università di Melbourne, in Australia, hanno valutato i benefici di tre diversi metodi di screening audiologico neonatale e confrontato i risultati corrispondenti. Gli Stati di Victoria e del Nuovo Galles del Sud hanno adottato diverse procedure di screening fra il 2003 e il 2005.

Di questi due Stati, le città più estese sono rispettivamente Melbourne e Sidney, ed è stato interessante osservare come si sono regolate con i test per l’udito dei neonati. Il Nuovo Galles del Sud ha adottato lo screening audiologico neonatale universale, mentre lo Stato di Victoria ha seguito un metodo di screening per fattori di rischio, con lo screening alle unità di terapia intensiva neonatale e un esame universale di riferimento sui fattori di rischio. È stato anche valutato un terzo metodo, basato principalmente su un rilevamento opportunistico, adottato nello Stato di Victoria dal 1991 al 1993.

I risultati dello studio, che sono stati pubblicati sulla rivista “Pediatrics”, hanno dimostrato che i bambini erano stati diagnosticati in un tempo più breve con lo screening universale rispetto allo screening per fattori di rischio, con una differenza media aggiustata di -8,0 mesi (95% di intervallo di confidenza: da -12,3 a -3,7). Nei bambini che non presentavano disabilità intellettiva, la valutazione del passaggio dal metodo opportunistico a quello per fattori di rischio e allo screening universale ha dimostrato che l’età della diagnosi è diminuita in modo incrementale (22,5 mesi rispetto a 16,2 mesi e rispetto a 8,1 mesi; P<0,001). Il comportamento e la qualità della vita connessa alla salute sono risultati inalterati.

Inoltre, un approccio che predilige lo screening audiologico neonatale universale è stato associato ad un miglioramento dei risultati in termini di competenze linguistiche espressive e ricettive. I risultati dello studio hanno fornito una tangibile evidenza clinica basata sulla popolazione per le decisioni politiche in materia di attuazione dello screening audiologico neonatale che erano state basate finora principalmente su benefici modellati a lungo termine. È importante sottolineare che altri studi hanno dimostrato che una diagnosi precoce comporta risparmi significativi sui costi della salute.

Fonte: AAP Gateway et al. “Population Outcomes of Three Approaches to Detection of Congenital Hearing Loss”. Pediatrics, gennaio 2016;137(1):1-10.

C. S.