Le batterie di test italiani della percezione vocale nel rumore in età infantile

Sistema automatizzato per i test di percezione vocale progettato dal Dipartimento di Audiologia e Foniatria dell’Università di Padova. © UNIPD

Negli anni, i test di audiometria vocale infantile hanno costituito un sottogruppo della più ampia famiglia dei test verbali, finalizzati a valutare le prestazioni del sistema uditivo per mezzo di campioni standardizzati di linguaggio. L'impiego dell'audiometria vocale si è progressivamente orientato, da un lato, verso la ricerca di stime globali della percezione del linguaggio, dall'altro, verso la stima dell'intellegibilità in varie condizioni di rumorosità ambientale e, dunque, verso la possibilità di indagare con maggior dettaglio differenti aspetti funzionali del sistema uditivo. Essa trova un utile impiego nelle valutazioni pre-post impianto cocleare, adattamento protesico e interventi otochirurgici. Per la lingua italiana, il materiale vocale attualmente a disposizione è rappresentato dalle liste di parole di Cutugno, Prosser e Turrini, sviluppato per conto del marchio GN ReSound. I test di audiometria vocale sono ancora oggi gli strumenti di riferimento per determinare la funzione di intellegibilità e sono utilizzati quotidianamente in ogni struttura. I criteri linguistici lessicali che hanno portato all'individuazione delle parole per l'audiometria vocale infantile sono gli stessi utilizzati nella realizzazione delle liste di parole bisillabiche per adulti (Turrini et al., 1993). Per la stesura delle liste si è fatto riferimento all'analisi di temi e componimenti scritti da bambini di scuola elementare (Marconi et al., 1994) e agli studi di De Mauro (1989) sul lessico italiano. Dall'integrazione di questi due lavori sono state selezionate centottanta parole, suddivise in dieci liste ciascuna di venti sostantivi mono-bi-tri-quadri-pentasillabici. Tali test vengono proposti anche con differenti competizioni, al fine di evidenziare disfunzioni specifiche del sistema uditivo, differenze tra presidi protesici diversi e per valutare le strategie suppletive messe in atto dal soggetto posto in condizioni di ascolto più o meno sfavorevoli. I diversi tipi di competizioni includono i seguenti stimoli: lo speech noise o rumore rosa, generato da due tipi di rumore, uno spettro medio a lungo termine simile a quello della voce maschile e il secondo simile a quello della voce femminile; babble noise, costituito dalla registrazione sovrapposta di dieci speaker, cinque maschi e cinque femmine; rumore di traffico, che simula situazioni di ascolto comuni nella vita quotidiana; discorso continuo, costituito dalla registrazione di uno speaker maschile, mentre legge un brano tratto da una novella di Conrad in cui sono state eliminate tutte le pause tra le parole.

Recentemente è stato proposto, fin dall'epoca prescolare, il Test ITAMatrix, che consente di valutare le abilità percettive in presenza di rumore di competizione. Si tratta di un test di audiometria vocale adattiva con rumore competitivo, costituito dalla presentazione di venti frasi di cinque parole, combinate in modo casuale, per creare frasi sintatticamente regolari e fisse ma – al contempo – semanticamente imprevedibili; consente di valutare la soglia di discriminazione media nel rumore, intesa come rapporto segnale/rumore, relativa al 50% di intelligibilità. I vantaggi anche per i bambini sono riconducibili a diversi aspetti: l'utilizzo di frasi sintatticamente regolari e fisse, ma semanticamente imprevedibili; un lessico familiare con materiale vocale semplice, che implica un basso impegno del sistema cognitivo, ma randomizzato, dunque imprevedibile e difficilmente memorizzabile; inoltre, il contenuto del messaggio verbale ha una ridondanza estrinseca fonetica e sintattica, ma non semantica, e le liste risultano bilanciate fra loro. Le prove sopra descritte, in condizione di quiete e con rumore di competizione, si sono rilevate utili non solo per il monitoraggio nel tempo delle abilità percettive verbali in ambito pediatrico, ma anche per la programmazione dell'intervento riabilitativo. Nella nostra esperienza sono inoltre ampiamente utilizzate anche nella diagnostica dei disturbi del processing uditivo in ambito pediatrico, caratterizzati – come è noto – principalmente da una difficoltà nella processazione uditiva, soprattutto in condizione di rumore competitivo di fondo o se presentato contemporaneamente in molteplici direzioni, a fronte di una periferia uditiva nella norma (Genovese 2013).

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