Hanno il potenziale femminile anche per operare l’orecchio: spazio alle otologhe

Intervista

Ha ideato Pink Otology, Lucia Oriella Piccioni. © Lucia Oriella Piccioni

Con il congresso Pink Otology Milano 2019, che si svolge il 27 e 28 settembre, le chirurghe dell’orecchio prendono la parola e il bisturi e salgono in cattedra per confermare che ci sono: così l’identità femminile è protagonista dell’audiologia. Intervista alla coordinatrice, Lucia Oriella Piccioni.

Audiology Infos. Gestire le sordità dal punto di vista della medicina di genere è la grande idea che caratterizza questo evento, inedito senza dubbio nel settore per l'approccio al tema. Sgombriamo subito il campo dalle speculazioni di carattere politico: l'universo femminile è – di fatto – diviso fra chi difende le cosiddette quote rosa e chi le considera una ghettizzazione o addirittura un'offesa sessista, in un contesto comunque in cui le pari opportunità sono spesso ancora teoriche. È invece orgogliosamente pink l'aspetto con cui avete scelto di esporre e presentare questo duplice corso di formazione: esprimere l'identità di donne è un valore importante in audiologia e nella chirurgia otologica in particolare? Perché? Esiste la necessità di ribadire il concetto da parte delle operatrici sanitarie e pure delle pazienti? In altre parole, è evidente l'esigenza di trattare diversamente le patologie in base al sesso, come avviene per esempio con le categorie degli adulti e dei bambini che seguono procedure dedicate e distinte, o è soltanto una questione di crescita professionale nella disciplina?

Lucia Oriella Piccioni. Io credo che sia il caso di meglio chiarire il senso del congresso. In realtà non è mia intenzione fare medicina di genere, né parlare di quote rosa. L'iniziativa ha invece lo scopo di attirare l'attenzione delle donne sulle donne stesse. È più un evento di coaching per le donne. Questa iniziativa ha lo scopo di attirare l'attenzione sia dei giovani specialisti sia degli specializzandi.

Da Lucia Oriella Piccioni, specialista otorinolaringoiatra con master in implantologia dell'orecchio medio e dirigente senior presso l’Unità Operativa di Otorinolaringoiatria dell’Ospedale “San Raffaele” di Milano, arriva la testimonianza dell’identità femminile in otochirurgia: il tema delle donne e dell’orecchio è approfondito sul numero di luglio-agosto 2019 della rivista Audiology Infos Italia. © Lucia Oriella Piccioni

Audiology Infos. Attualmente, in Italia, cosa comporta esercitare l'attività di otologa? L'accessibilità alla professione è un problema in particolare per le donne o si tratta semplicemente di un'abitudine non ancora consolidata?

Lucia Oriella Piccioni. La situazione evidente è che, oggigiorno, gli iscritti alla facoltà di Medicina sono per la maggior parte donne. L’altro aspetto riguarda il fatto che, invece, gli otochirurghi in Italia sono pochi e, ancora meno, sono le donne otochirurghe.

Audiology Infos. Essere già inserite in un contesto professionale significa anche assumere la responsabilità di coltivare l'eredità da trasmettere alle generazioni che verranno. Qual è il messaggio per le ragazze e per le giovani dottoresse che si avviano alla specializzazione?

Lucia Oriella Piccioni. Bisogna considerare che la sordità e l'otochirurgia sono in evoluzione grazie alla tecnologia, che tuttavia non è in grado di attirare a sé molti giovani. Lo schierarsi in rosa riveste, quindi, un duplice intento: attirare l'attenzione in questo campo e stimolare le donne ad occuparsi di chirurgia in un settore che non le vede ancora protagoniste.

A cura di Claudia Patrone

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