Ha la passione per l’Africa dentro: intervista all’audioprotesista Danilo Buschi

Audiology Infos. Il messaggio più importante da trasmettere ai suoi colleghi, agli operatori sanitari e commerciali e agli studenti italiani di questo settore.

Danilo Buschi. Faccio riferimento ad una scena-tipo. Hai un ipoacusico seduto di fronte, fra un attimo accenderai l’apparecchio e chiederai: «Mi sente?». Prima della risposta a parole, concentrati sul viso e sugli occhi: se la persona sorride, quello è il migliore e il massimo complimento al tuo lavoro. Non dobbiamo dimenticare che la sordità è una disabilità invisibile e che sono i gesti non verbali, come il sorriso, a darci immediatamente il segnale che siamo sulla corretta via. Riporto un’esperienza che può essere anche la somma di molte altre. Nel corso di alcuni anni, un portatore di apparecchio acustico mi ha sempre riferito di quanto la sua vita fosse migliorata e, per questo, ad ogni incontro di manutenzione mi chiedeva: «Mi raccomando, non toccare nulla». Era sinceramente felice. Arriverà il giorno in cui si dovrà sostituire l’apparecchio per qualsiasi motivo, l’anzianità, un guasto, eccetera. Non sarà il prodotto nuovo a convincere la persona che ne ha bisogno, ma sarà un’altra esperienza felice a farle compiere il passo: non comprerà il meglio per il meglio, ma vorrà essere felice come lo è stata fino a quel momento.

Info: Ascolta e Vivi Onlus.

A cura di Claudia Patrone

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