La Giornata dell’Udito 2019: le iniziative in Italia e nel mondo. Una panoramica

Funzioni uditive regolari e vita sociale attiva sono il binomio del benessere psicofisico: la campagna di Amplifon. © Amplifon

Da Amplifon, la comunicazione diretta verso il pubblico dei pazienti passa decisamente attraverso le emozioni dei suoni. È la riscoperta della vita sociale, resa possibile dal ripristino sensoriale, il messaggio che l’azienda rilancia in occasione dell’edizione 2019 della Giornata dell’Udito. L’accento è posto anche su uno studio italiano, pubblicato di recente sulla rivista “Human Brain Mapping”, che ha dimostrato come l’ipoacusia – anche di lieve entità – si associ a danni metabolici nel cervello proprio nell’area delle vie uditive centrali deputata alla percezione, dove il deficit determina un minore afflusso di sangue contribuendo così a ridurre non solo la possibilità di sentire, ma anche la capacità di comprendere il significato delle parole, esponendo al rischio di demenza e di Alzheimer. Da notare come, secondo la letteratura scientifica, otto individui su dieci ritengano che il deficit audiologico produca effetti negativi sulla qualità della vita, mentre la mancata riabilitazione comporta fino al 21% di probabilità di demenza in più e, negli uomini, di depressione in misura maggiore del 43%. Da queste considerazioni, da tempo note fra gli addetti ai lavori, è stato prodotto dal marchio il vademecum dal titolo “Proteggi l’udito, comunica meglio”, con la consulenza di Ettore Cassandro, direttore del Dipartimento Testa e Collo dell’Università di Salerno, che fornisce agli utenti finali otto consigli per prendersi cura di sé e mantenere una vita sociale attiva, anche in presenza di disturbi: effettuare controlli periodici dopo i trent’anni, soprattutto in caso di familiarità e di otiti ricorrenti; tenere il volume dei dispositivi di ascolto, come lettori musicali e smartphone, ad un livello tale da sentire i suoni circostanti; utilizzare cuffie e auricolari per periodi di tempo limitati; verificare eventuali effetti ototossici dei medicinali; mantenere una distanza di sicurezza da fonti di rumore come casse e altoparlanti; indossare otoprotettori in contesti particolarmente rumorosi, come gli stadi e i concerti; controllare l’udito anche in presenza di acufeni e vertigini; in caso di deficit, intraprendere un percorso di riabilitazione continuativa che prevede l’utilizzo di dispositivi di ultima generazione, evitando gli amplificatori acustici, e la collaborazione attiva con il medico specialista e l’audioprotesista.

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