Qualità del servizio e fiducia dei pazienti: ANA e i progetti di Mauro Menzietti

Intervista

Dal 19° FIA, il neoeletto presidente ANA. © FIA

Figlio di un grande imprenditore dell’audioprotesi dell’Italia centrale e meridionale, Mauro Menzietti è stato eletto in qualità di presidente dell’ANA – Associazione Nazionale Aziende Audioprotesiche, durante il 19° FIA di Rimini. In questa intervista, fa il punto sul futuro del mercato dell’udito.

Audiology Infos. A livello politico, è un momento caldo per il comparto audioprotesico: a contrapporre l'autonomia professionale della figura sanitaria arriva, infatti, il sistema delle gare di acquisto degli apparecchi acustici. Aziende e tecnici del settore sono compatti nel rifiutare questo approccio, come avete dimostrato al congresso di Rimini. A suo parere, come è destinata ad evolvere la situazione e cosa bisogna aspettarsi dal futuro?

Mauro Menzietti. Siamo decisamente contro le gare, sia chiaro, e non accettiamo questa modalità di erogazione dell’assistenza protesica scelta dal Governo. Cito volentieri Gruppioni, più determinato che mai, ricordando che sulle gare l’Associazione Nazionale degli Audioprotesisti «non tratta e non accetta baratti». Il nuovo Nomenclatore Tariffario, sebbene rispettoso del ruolo professionale della figura del tecnico audioprotesista, riconosciuto in tutte le fasi del processo, esprime la volontà del legislatore di fare economia sull’acquisto delle protesi acustiche, passate erroneamente dall’elenco 1 (predisposti su misura) all’elenco 2a e paragonate ai più comuni dispositivi medici che non hanno bisogno di personalizzazione, con gravi ricadute in termini di qualità dei servizi e dei prodotti, destinati a scadere verso il basso. Ne risulta compromessa anche la continuità assistenziale, perché sarà necessario cambiare fornitore di fiducia rivolgendosi a chi avrà vinto la gara. Chi vorrà (o dovrà) continuare ad affidarsi al proprio audioprotesista, perché con lui ha instaurato un particolare feeling e vuole continuare il percorso di riabilitazione acustica, dovrà farlo a proprie spese. Ad esempio un bimbo portatore di protesi, che faticosamente ha costruito un rapporto di affinità con il suo tecnico, vedrà i genitori costretti a fornirsi dal vincitore della gara, ricominciando tutto da zero, oppure pagare di tasca propria questa scelta politica così assurda. Il paziente deve avere la libertà di scelta e pretendere la massima personalizzazione. Non è attuabile il tentativo di standardizzazione del prodotto, uno per tutti, per giunta quello che costa di meno. Un approccio decisamente quantitativo, violando qualunque velleità audiologica e clinica. Senza libertà di scelta, inoltre, l’offerta tende a perdere competitività, portando il sistema audioprotesico ad un livello qualitativo sempre più scarso, con grave danno per il comparto e per gli utenti. Una cosa, comunque, è certa: guardando al futuro, lo Stato non potrà soddisfare più tutte le necessità delle famiglie italiane e sull’esigenza di risparmio, prima o poi, dovremo comunque fare i conti. Per questo è saggio anticipare il cambiamento, provare a valorizzare sempre più i servizi e i prodotti offerti, in modo da riuscire ad essere competitivi anche senza il beneficio della quota dell’Asl.

Audiology Infos. Il lavoro a cui è chiamato, in qualità di neopresidente dell'ANA, è portare avanti le istanze delle aziende audioprotesiche italiane: quali sono oggi i punti di forza e le criticità di un settore come questo, in crescente sviluppo ma anche in posizione incerta in merito ai temi della liberalizzazione del mercato?

Mauro Menzietti. Il comparto audioprotesico italiano gode di ottima salute. Già nel 2012 il Censis poneva l’apparecchio acustico al primo posto tra i dispositivi medici che portano più beneficio agli utenti (87%). Il dato oggi è confermato dalla ricerca EuroTrak 2018, che colloca il nostro Paese al secondo posto per soddisfazione degli utenti, secondo solo alla Francia per un punto percentuale. Se entriamo nel dettaglio, analizzando gli utenti che hanno avuto un rimborso da parte dell’Asl, la classifica vede il nostro 87% di soddisfazione al primo posto su tutte le nazioni. Un vero e proprio record nella storia di EuroTrak. Un successo consolidato dalle scelte strategico-politiche legate al nostro profilo professionale, dal modello distributivo fortemente competitivo, dalla libertà di scelta dell’assistito e dal sistema di rimborso a tariffa previsto nel Nomenclatore Tariffario. Un orgoglio alimentato dai tanti professionisti che ogni giorno investono le loro risorse per promuoversi, per offrire servizi sempre più puntuali, per garantire il massimo livello di professionalità. Oggi, tra l’altro, il tasso di disoccupazione nel nostro comparto sembra essere pari a zero. Le aziende audioprotesiche italiane sono pronte a competere con le principali sfide del mondo attuale, in particolare i cambiamenti del sistema sanitario in tema di assistenza protesica e la diffusione degli amplificatori acustici cosiddetti da banco. Su quest’ultimo tema, ritengo si debba stare molto attenti a cogliere l’opportunità straordinaria che la capillarità e la facilità di accesso dei dispositivi da banco possono offrire in termini di sensibilizzazione di un numero sempre maggiore di soggetti ipoacusici. Per sopravvivere a questa naturale liberalizzazione bisognerà sempre più differenziarsi, puntare in alto, offrire servizi di altissima professionalità e stringere alleanze sempre più forti con la classe medica. Il corretto percorso sanitario, che porta il soggetto ipoacusico dal medico di famiglia, poi dallo specialista otorinolaringoiatra, e poi dall’audioprotesista, deve essere l’arma vincente da opporre alla potenza dei grandi marchi con cui siamo chiamati a concorrere. La qualità, la professionalità, l’approccio sanitario in cui vincono tutti – medici, tecnici e, soprattutto, gli utenti – sono la risposta al fai-da-te, al risparmio senza risultato.

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