Professionisti nell’audioprotesi. Senza se e senza ma, per Gruppioni: intervista

Audiology Infos. Futuro è la parola-chiave del 19° congresso FIA: è solo uno slogan o la forza sindacale rappresenta ancora una soluzione alle sfide professionali contemporanee?

Gianni Gruppioni. Vorrei proporre un motto esplicativo, accanto alla parola-chiave “futuro”: “Per una professione delle regole e dei diritti”. Le regole ottenute le abbiamo condivise, accettate; e ora cʼè lʼOrdine, quale organo titolato a vigilare che vengano rispettate. I diritti – acquisiti e ora blindati, come quelli di esercitare secondo scienza e coscienza, in autonomia e responsabilità, eccetera – impongono che tutti rispettino le norme che qualificano la nostra professione. Per tutti, con la nuova normativa ordinistica e non solo, si deve intendere anche chi ha deciso riguardo il sistema delle pubbliche gare dʼacquisto che, nel caso di specie, di fatto, se messe in atto impedirebbero lʼesercizio della nostra professione, condizione irrinunciabile del nostro agire – ora penalmente perseguibile – in quanto siamo tenuti ad operare per la salvaguardia e il ripristino della salute del paziente e per la corretta presa in carico, richiamata anche dallʼarticolo 32 della Costituzione Italiana. E dal nostro Codice deontologico, che recita: “Articolo 4. L'assunzione di responsabilità e autonomia del tecnico audioprotesista si esplicitano entro una cornice valoriale in cui il rispetto dei doveri, dei diritti e dei principi etici della professione è condizione irrinunciabile dell’agire; persegue la salvaguardia e il ripristino della salute come bene essenziale del singolo e della collettività nel corso delle indagini preliminari, cliniche e strumentali, miranti alla valutazione della menomazione uditiva e della disabilità conseguente, nello scegliere, consegnare ed adattare gli ausili uditivi adeguati, nel verificare i risultati della loro applicazione, nel seguire l’assistito nel suo adattamento a breve e a lunga scadenza, nel controllare nel tempo la permanente funzionalità dell’ausilio”. Ecco perché esistono questi valori: io vedo un concetto molto più ampio, impegnativo, di responsabilità e anche di orgoglio, che ci permetterà di agire, anche con lʼOrdine, contro le norme che non tutelano i pazienti e, per di più, contrastano anche con il nostro Codice deontologico. Ci stiamo iscrivendo all'Ordine dall'inizio di luglio: tutti gli audioprotesisti, quelli aventi diritto, debbono essere in possesso del documento di preiscrizione perché, nonostante la laurea e l'ECM, chi non è iscritto all'Ordine è equiparato per legge allʼabusivo. Futuro significa che si chiude un'epoca e se ne apre unʼaltra.

Audiology Infos. Verso nuove elezioni dei rappresentanti ANAP e ANA: quali riflessioni vuole condividere?

Gianni Gruppioni. La prima e unica è che alle elezioni ci si candida: io ho ancora molti sogni nel cassetto. Sento molto forte il senso di responsabilità: siamo dentro un percorso con opportunità ma anche con acque incerte, vale a dire una tempesta perfetta; l'obiettivo non sono né l'Ordine né le gare, ma è l'evoluzione di quel percorso. Passione, per me, è guardare avanti. Se non mi mettessi a disposizione, ritengo che vorrebbe dire tradire il mio mandato, chi mi ha dato lʼonore di rappresentare la categoria e la mia stella polare – il coccodrillo della metafora.

D'altra parte non manca la voglia di cambiamento e questa volta abbiamo agito in maniera forte, promuovendo un grande incontro intergenerazionale per avvicinare la scuola e il mondo del lavoro. Ben oltre trecento studenti dei corsi di laurea in Tecniche Audioprotesiche partecipano al congresso FIA quest'anno, graditissimi. Un modo concreto per mostrare loro e avvicinarli al mondo che li aspetta, favorire la sinergia partendo da quello che serve oggi, testimoniando il saper fare e lʼimportanza delle competenze per essere adeguati domani. Quale migliore opportunità di un dialogo e di sinergie fra queste due realtà, mettendo i senior a fare da ponte e aprendo ai giovani che portano nuova energia? Lʼunione fa la forza, in un panorama del lavoro che sta cambiando in modo vorticoso, le tecnologie mutano velocemente molti paradigmi e la crescita professionale è fortemente correlata al passaggio di competenze intergenerazionale. Confermo e concludo: la sfida si gioca sulle competenze e a Rimini il futuro lo tracciamo insieme.

A cura di Claudia Patrone

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