Professionisti nell’audioprotesi. Senza se e senza ma, per Gruppioni: intervista

Protagonisti

L’ANAP lo vede in prima linea fin dalla fondazione: Gianni Gruppioni. © C. P.

Basta un colloquio anche informale, per capire la passione che anima Gianni Gruppioni: presidente uscente dell’ANAP, ricandidato, guida e rappresenta gli audioprotesisti italiani da decenni. Eccolo in questa intervista, che anticipa il numero di ottobre-novembre della rivista Audiology Infos Italia.

Audiology Infos. Ha lavorato molto, negli anni, per il riconoscimento e la qualificazione della figura del tecnico audioprotesista come operatore sanitario, partecipando spesso a tavoli ministeriali nell'interesse della categoria. L'estate che si è appena conclusa ha visto l'Antitrust bocciare la Legge Lorenzin sui nuovi Ordini e Albi e riaccendersi un fitto dibattito in materia. Ha ancora fiducia in un futuro regolamentato o il percorso della liberalizzazione è ormai inesorabile?

Gianni Gruppioni. Dell'Antitrust, organismo autorevolissimo, registriamo l'opinione che del resto ben conosciamo, ma non è l'opinione del Parlamento – il solo che può abolire e modificare le leggi. Dal mio punto di vista è solo un esempio di quante resistenze abbiamo trovato, superato e troviamo ancora nel nostro percorso. È una situazione in continua evoluzione che ci deve fare riflettere, perché ci dà un destro. L'Antitrust è anche l'organismo che sulla pubblicità vigila che sia coerente con le funzioni della professione sanitaria. L'opinione contraria che è stata espressa su Albi e Ordini dal Garante – a pensarci, non si fa peccato – potrebbe essere influenzata dalla pubblicità nel settore audioprotesico: nei messaggi commerciali l'audioprotesista non esiste, è la tecnologia che rappresenta la soluzione per i disturbi audiologici; dunque, se siamo noi che diciamo che è quella che prevale nella cura, mettere a gara il prodotto in tempi di spending review è una conseguenza naturale, per chi dai tempi di Catricalà presidente sostiene che anche per l'attività medica e sanitaria debbono valere le regole del libero mercato. Chi produce un apparecchio acustico, giustamente, rivendica il valore della propria tecnologia all'avanguardia, ma se è il prodotto che prevale nel messaggio di chi sceglie e applica i dispositivi, e non c'è traccia del professionista e della prestazione sanitaria, ciò vuol dire staccare il biglietto per entrare nell'arena della concorrenza sul prezzo. È proprio quello che sostiene l'Antitrust e l'ha manifestato esprimendosi contro la legge 3/2018 sugli Ordini. Tradirei il mio mandato, se non promuovessi un supplemento di riflessione su un tema così delicato.

Audiology Infos. Gianni Gruppioni è il decano degli audioprotesisti italiani, indiscutibilmente, grazie anche al ruolo di guida che ha da sempre ricoperto. Guardando alla sua storia personale e professionale e alle esigenze delle generazioni odierne, cosa consiglia ai giovani già impegnati nella riabilitazione dell'udito, che si trovano a fronteggiare le difficoltà di un mercato fortemente concorrenziale ma, allo stesso tempo, giocano la loro partita in un'epoca di crescente consapevolezza e continui stimoli tecnologici?

Gianni Gruppioni. Per un buon consiglio ai giovani basta una parola: competenza. Senza non si va da nessuna parte, in un mondo complesso dove l'utente, attraverso le informazioni che coglie su Internet e altrove, è sempre più informato ed esigente. Affiancherei alla competenza, continuamente aggiornata, anche un antico proverbio africano che mi è molto caro: “La forza del coccodrillo è nell'acqua in cui si muove”. Il che vuol dire che non basta essere forti, ma bisogna conoscere e padroneggiare l'ambiente in cui si opera, possedere una visione dʼinsieme e non solo del proprio particolare.

Ad esempio, secondo me, non si deve sottovalutare l'attuale situazione economica difficile, riguardo il definanziamento in corso nella sanità pubblica, che prospetta un futuro assai incerto dellʼattuale modello, specie combinato agli effetti del cambiamento demografico in atto. Se trascuriamo il contesto, non possiamo comprenderlo. Il servizio sanitario vive una grossa crisi: quest'anno compie quarant'anni, ma numerosi elementi portano gli esperti a dire che potrebbe non arrivare ai cinquanta. Ci sono opinioni diverse, interessi che si contrappongono, errori politici: c'è chi sostiene che si dovrebbe tornare alle mutue, alle società di pubblico soccorso, chi alle mutue private integrative, che in realtà non integrano ma risulterebbero sostitutive del servizio sanitario, che sta arretrando con il gap assistenziale fra Regione e Regione e liste di attesa inaccettabili. Leggere il mondo in cui viviamo ci aiuta a fronteggiarlo meglio.

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