Finisce in bellezza il 61° congresso EUHA di Hannover 2016: l’audiologia, a 360°

Reportage

Grande atmosfera al 61° EUHA di Hannover 2016.

Dal 19 al 21 ottobre, l’evento nella città tedesca. L’appuntamento ha meritato una fama globale, è considerato il più importante del settore nel continente ed ha ormai superato l’omologo americano per numero di visitatori e aziende. Con centotrentaquattro espositori, provenienti da diciannove Paesi.

Hannover ha salutato, ancora una volta, una buona partecipazione di pubblico ed espositori al congresso internazionale degli audioprotesisti EUHA.

Il 61° congresso europeo degli audioprotesisti ha registrato, ancora una volta, una buona partecipazione. Nonostante un’inaugurazione un po’ in sordina – almeno per gli osservatori – riguardo il numero dei visitatori, piuttosto lontana dalla consueta giornata di giovedì che tradizionalmente è molto popolare, fin dalla metà mattina di mercoledì ha comunque regnato un’attività intensa nel padiglione 6 del centro congressi di Hannover, nella Germania settentrionale, scandita da un fitto programma scientifico e diffusa dal dinamismo degli espositori.

Audio Service presenta la sua quarta generazione di apparecchi acustici

Anche quest’anno Audio Service ha partecipato al salone con una valigia di novità. Già lo spazio dello stand nel padiglione dava un’idea: G4. «Presentiamo la nostra quarta generazione di apparecchi acustici», ha spiegato il direttore generale Thomas Mettang. «Non è una rivoluzione, è l’evoluzione». Così lo sviluppo della piattaforma G3, già ampiamente dimostrato, continua. Punti-chiave, come la comprensione del parlato e la gestione del Larsen, sono stati migliorati per poter garantire un piacere nell’ascolto, anche nelle situazioni molto difficili. «La novità è la funzione Comfort 365, che regola in automatico l’elaborazione vocale», ha spiegato il dirigente. Tra le nuove funzioni del chip G4 si trovano anche un programma specifico per l’ascolto della musica, un algoritmo per il funzionamento negli ambienti rumorosi e per l’uso del telefono senza sforzo. L’azienda propone anche soluzioni CROS. La tecnologia G4 è disponibile in tre fasce di prezzo, nei formati ITE, RIC, BTE e nei sistemi quiX. Il portfolio è completato da un piccolo telecomando.

Un’altra novità di Audio Service è Tune: «È un nuovo concetto di fitting e vendita su cui l’audioprotesista può programmare il livello tecnico in apparecchiature di prova fin da subito», spiega la direttrice marketing Almut Niederfeld. È disponibile nei livelli tecnologici 8, 12 e 16 e per tutti i modelli. Secondo la donna, Tune consentirà ai clienti di ottimizzare le scorte: non sarà necessario ordinare la protesi, dopo averla testata. Inoltre, le impostazioni programmate durante la fase di test possono essere trasferite all’apparecchio definitivo, se il cliente sceglie questo modello, ed egli potrà farlo direttamente. È poi possibile effettuare un aggiornamento: così, un utente con un livello-base che desideri un livello tecnologico più elevato non dovrà acquistare un nuovo ausilio. «L’opzione consente anche di rimanere in contatto con i pazienti», conclude Mettang.

Audyx: «Un audiometro virtuale»

Bernard e Yves Lasry, fondatori di Audyx.

Nella loro prima edizione da espositori, i fratelli Bernard e Yves Lasry hanno presentato un audiometro virtuale. La piattaforma di audiometria online Audyx, fruibile attraverso altoparlanti, offre diversi articoli Plug&Play: casco, inserti, vibratore e trasduttori. Promette Bernard, cofondatore della società: «Non è più necessario aspettare un tecnico per gestire la calibrazione, è tutto incluso in questo apparecchio digitale, i cui dati sono archiviati sul cloud. Prima un audiometrista doveva muoversi con un audiometro per lavorare, ora ha solo bisogno di Internet, prende un casco e gli inserti in tasca, va ad esempio alla casa di riposo, collega gli inserti e valuta la qualità dell’udito dei pazienti». Il sistema consente anche di creare una banca-dati centralizzata per ciascuna struttura e può anche essere utilizzato in ambito universitario. «Oggi – spiega Yves Lasry, cofondatore della società e audioprotesista – vedo molti ricercatori sviluppare nuovi test: sono lavori fantastici, ma questi giovani non hanno i mezzi per distribuire i loro studi, perché è complicato aggiungere un test su un audiometro classico. Talvolta bisogna ricorrere ad attrezzature obsolete, ad esempio il vecchio cd, o conoscere protocolli a memoria». Questa centralizzazione dei dati consentirà di appoggiarsi ai progressi di altri professionisti per proporre soluzioni più adatte ai pazienti.