Baha, Ponto, Sophono, Baha Attract e Bonebridge: appropriatezza, ricerca da Pisa

Otologia

Grande riferimento non soltanto in Toscana: l’ospedale Cisanello. © Japs 88

È cambiata moltissimo la tecnologia a servizio dell’audiovestibologia e dell’otologia negli ultimi vent’anni. Un gruppo di specialisti dell’Università di Pisa ha prodotto uno studio davvero interessante sull’appropriatezza delle protesi impiantabili per via ossea attualmente disponibili sul mercato.

Revisione sistematica della letteratura

Obiettivo della ricerca

L’obiettivo della revisione sistematica della letteratura è stato quello di sintetizzare i risultati degli studi scientifici pubblicati sull’efficacia clinica e sulla sicurezza delle protesi impiantabili per via ossea. Per la review si è proceduto alla valutazione dei seguenti aspetti: sicurezza (analisi delle complicanze); efficacia di impianti per via ossea VO versus protesi tradizionali AC a conduzione aerea o BC a conduzione ossea; efficacia nell’ipoacusia monolaterale (Single Sided Deafness) versus protesi CROS. La revisione sistematica della letteratura è stata effettuata attraverso un percorso metodologico esplicito e riproducibile volto a minimizzare le possibili distorsioni, bias, o le errate conclusioni dovute alla mancanza di inclusione di studi importanti condotti sull’argomento in oggetto, seguendo le indicazioni fornite dalla “Systematic Reviews CRD’s guidance for undertaking reviews in health care” (CRD, University of York, gennaio 2009).

Strategia di ricerca

Il logo PubMed. © PubMed

È stata eseguita una revisione sistematica della letteratura, utilizzando il database PubMed, Medline. È stata inoltre effettuata una ricerca consultando siti Internet rilevanti e le pubblicazioni di linee-guida di società scientifiche nazionali ed internazionali sull’argomento. La ricerca bibliografica è stata infine completata valutando le voci bibliografiche di pubblicazioni pertinenti, precedentemente selezionate. I criteri di inclusione ed esclusione sono stati applicati da un reviewer e controllati da un secondo reviewer.

Termini di ricerca

La ricerca bibliografica è stata effettuata sulle banche dati usando MeSH descriptor oppure una combinazione di parole chiave, ed è stata limitata agli articoli pubblicati in lingua inglese. La ricerca su PubMed Medline è stata limitata al periodo di pubblicazione successivo all’anno 1990. La ricerca bibliografica è stata effettuata in data 13/01/2016.

Specifiche della ricerca bibliografica: bone anchored hearing aids OR bone anchored hearing aid AND english[Language], 505 risultati.

Criteri di esclusione. Sono stati esclusi gli articoli che non presentavano le caratteristiche sopra elencate. Sono stati inoltre esclusi gli articoli presentati a convegni non sottoposti a review, le lettere e i commentari e gli studi non in lingua inglese e pubblicati precedentemente al 1990.


Sicurezza – Analisi delle complicanze

Al fine di condurre una ricerca più limitata sono stati presi in esame per lo studio delle complicanze solo gli articoli pubblicati nel periodo 2000-2015 risultati dalla ricerca su PubMed Medline. Dalla ricerca sono risultati quattrocentoventotto articoli, di questi sono stati analizzati gli abstract di cinquantaquattro articoli (sono stati esclusi trecentosettantaquattro articoli in base al titolo). Dei cinquantaquattro articoli ne sono stati esclusi altri diciannove dopo aver esaminato l’abstract. A questo punto sono stati esaminati trentacinque articoli in full-text copy. Sono stati inclusi nella review anche alcuni case reports che sono stati considerati utili, anche se aneddotici.

Come già riferito da alcuni autori (21), le protesi impiantabili per via ossea sono dispositivi chirurgicamente sicuri in quanto non sono riportati in letteratura casi di mortalità riconducibili alla chirurgia o all’utilizzo delle protesi. È riportata comunque un’elevata percentuale di complicanze minori legate alla procedura, che possono essere divise in due grandi gruppi.

La chirurgia della protesi acustica impiantabile per via ossea Ponto. © Otologia Bologna

Ossee: mancata osteointegrazione (precoce); perdita di osteointegrazione (tardiva); infezioni ossee – osteiti.

Dei tessuti molli: intraoperatorie; postoperatorie come sanguinamento, necrosi del lembo cutaneo, irritazione della cute, crescita cutanea, dolore e parestesie.

Mancata osteointegrazione (precoce)

Consiste nella perdita della vite e del pilastro nell’immediato postoperatorio, con una mancata completa integrazione della vite nel cranio del paziente. La percentuale riportata in letteratura varia dallo 0% (22) al 13% (23).

Bodnia et al. 2014 (24) riportano una percentuale di perdite precoci dell’impianto in pazienti pediatrici del 18%. Anche Mc Dermott et al. 2009 (25) riportano un’elevata percentuale di mancata osteointegrazione nei pazienti pediatrici: questa percentuale aumenta se si stratificano i bambini in base all’età, raggiungendo un 38% di perdite di impianto in bambini sottoposti a chirurgia sotto i cinque anni. Amonoo-Kuofi et al. 2015 (6), invece, riportano il 10% di mancata osteointegrazione in bambini sotto i cinque anni.

Perdita di osteointegrazione (tardiva)

Solitamente dovuta a traumi nella regione della vite o infezioni ossee tardive (rare). La percentuale riportata in letteratura varia dallo 0,4% al 2,7% (26-30). Questo tipo di perdita di impianto è molto più frequente nei pazienti pediatrici.

Shamil et al. 2013 (31) riportano un case report di un paziente con ripetuti traumi del pilastro e conseguente perdita dell’osteointegrazione della vite: gli autori concludono che nei pazienti pediatrici con problemi di cadute frequenti e problemi comportamentali è più indicato l’utilizzo della softband. German et al. 2010 (32) riportano un caso di un ematoma epidurale a seguito di un trauma sul pilastro. McDermott et al. 2009 (33) riportano il caso di un’inclusione di vite a livello intracranico a seguito di un trauma. Non è riportato un aumento dell’incidenza di perdita di osteointegrazione tardiva all’aumentare dell’età (34). Non si sono evidenziate problematiche di stabilità dell’impianto in pazienti sottoposti a radioterapia nella zona di impianto (35).

Infezioni ossee – osteiti

Non sono riportate in letteratura infezioni ossee. È descritto un solo caso di ascesso intracerebrale a seguito di un cambio di pilastro (36).


Complicanze dei tessuti molli intraoperatorie

Sono da ricondurre prevalentemente a sanguinamenti cutanei dello scalpo, in caso di interruzione di vene emissarie. La principale complicanza intraoperatoria può essere quella di penetrare, durante la creazione del foro guida, nel seno trasverso o sigmoide. È facilmente gestibile mediante l’apposizione di cera d’osso a livello della soluzione di continuo e spostando la sede della vite (34, 37). Dimbleby et al. 2014 (38) riportano un caso di liquorrea intraoperatoria a seguito di impianto di vite Baha.

Complicanze dei tessuti molli postoperatorie

Sanguinamento. Sono riportati in letteratura casi di ematomi del lembo cutaneo (39-41), che deve essere evacuato nel postoperatorio per evitare la necrosi. Sono descritti anche rarissimi casi di sanguinamento cronico nel postoperatorio (39, 41).

Necrosi lembo cutaneo. È una complicanza descritta in una percentuale variabile di 0%-10% (42), derivante da un inadeguato apporto ematico al lembo cutaneo. È quasi completamente scomparsa dalle casistiche operatorie in cui si esegue l’intervento con l’incisione lineare (42).

Irritazione cutanea ed infezioni. È di gran lunga il genere di complicanza più frequente per quanto riguarda le protesi impiantabili percutanee. Moltissime sono le casistiche. L’incidenza riportata varia nelle casistiche più ampie (con più di cento pazienti) dal 9% al 49% (28, 39 – 41, 43). L’altissima percentuale di queste complicanze cutanee ha portato le case produttrici di protesi a sviluppare dispositivi senza elementi percutanei, con una notevole riduzione delle medesime. Iseri et al. 2015 (44) hanno riportato un solo caso di eritema in pazienti impiantati con protesi transcutanee, risoltosi con l’applicazione di un magnete più leggero. Le reazioni cutanee da protesi percutanee vengono classificate secondo una scala proposta da Holgers et al. nel 1988 (45) in cinque stadi diversi: grado 0, nessun tipo di reazione cutanea; grado 1, leggero rossore; grado 2, rossore e secrezione; grado 3, tessuto di granulazione; grado 4, infezione che porta alla rimozione dell’impianto. Fortunatamente la maggior parte delle complicanze cutanee è da classificare come grado 1 ed è quindi facilmente trattabile con terapia antibiotica topica e medicazioni.

Sovraccrescita cutanea. Consiste nella crescita di cute intorno alla vite, che può anche superare il pilastro e coprire completamente l’impianto. Anche in questo caso la percentuale di incidenza varia al variare delle casistiche, oscillando fra 4,5% e 8% (39, 41). Generalmente si tratta con minime procedure chirurgiche in anestesia locale, o con medicazioni con corticosteroidi o clobetasolo (46).

Dolore cronico. Sono descritti in letteratura saltuari casi di persistenza di dolore anche a mesi dall’impianto. Questo dolore difficilmente spiegabile è causa di rimozione dell’impianto in una percentuale variabile fra 2% e 4% (34, 39, 47).

Sintesi

Le protesi per via ossea impiantabili sono protesi sicure, gravate da una bassa percentuale di complicanze severe. La maggioranza delle complicanze riguarda la cute intorno all’impianto e solitamente si risolve mediante terapia antibiotica e medicazioni. In generale le complicanze sono più frequenti nei pazienti pediatrici. La percentuale di complicanze cutanee è in diminuzione grazie all’utilizzo di tecniche chirurgiche che non richiedono dermotomo e/o rimozione dei tessuti sottocutanei. Le complicanze cutanee sono presenti in percentuali decisamente minori in pazienti impiantati con protesi transcutanee.


Da una revisione della letteratura scientifica, molti autori hanno comparato le protesi impiantabili con quelle tradizionali a conduzione aerea od ossea. © Cochlear

Efficacia clinica – Protesi per via ossea nelle ipoacusie trasmissive e miste

Sono stati valutati quattordici articoli in full-text copy, che effettuano un confronto tra le protesi impiantabili per via ossea e le protesi acustiche tradizionali (a conduzione ossea o a conduzione aerea) in pazienti affetti da ipoacusie miste/trasmissive bilaterali. Negli studi analizzati vengono presi in esame alcuni test audiologici (audiometria in campo libero, audiometria vocale, test nel rumore e questionari di gradimento protesico). Gli studi analizzati riguardano pazienti sia adulti che pediatrici e con patologie (causa dell’ipoacusia) diverse e non omogenee tra i diversi studi.

Cremer et al. 1992 (48) hanno effettuato uno studio su sedici pazienti, confrontando i risultati audiometrici (audiometria vocale nel silenzio e nel rumore, audiometria in campo libero e valutazione della distorsione protesica) con protesi BC tradizionali e BAHA. Gli autori hanno evidenziato un miglioramento significativo per tutti i parametri valutati con la BAHA rispetto alle BC.

Bonding et al. 1992 (49), su nove pazienti (confrontando protesi AC, BC e BAHA negli stessi pazienti), non hanno riscontrato nessun miglioramento significativo ai test audiologici (speech discrimination score in quiete e nel rumore), ma un netto miglioramento con BAHA soggettivo evidenziato mediante la somministrazione di un questionario sulla qualità del suono.

Mylanus et al. 1995 (50), su sessantacinque pazienti (confrontando protesi AC o BC con BAHA), hanno valutato le risposte a questionari soggettivi ed hanno concluso che le BAHA possono essere una valida alternativa alle BC o AC in caso di infezioni ricorrenti del condotto uditivo esterno.

Snik et al. 1995 (51) hanno valutato sessantacinque pazienti (confrontando AC o BC con BAHA), evidenziando una miglior resa all’audiometria vocale con BAHA rispetto alle BC. Il confronto con protesi AC è risultato più dubbio, anche se gli autori sottolineano la maggior facilità di gestione delle BAHA.

Burrel et al. 1996 (52) hanno condotto uno studio su nove pazienti, confrontando protesi AC con BAHA. Gli autori non evidenziano alcuna differenza per quanto riguarda l’audiometria in campo libero, ma una migliore resa all’audiometria vocale con le AC. Nei questionari per la valutazione soggettiva evidenziano una maggiore preferenza delle BAHA per quanto riguarda l’aspetto cosmetico.

Cooper et al. 1996 (53) hanno valutato settantasei pazienti con ipoacusia congenita o acquisita, confrontando risultati audiologici (PTA in campo libero, SDS nel rumore), evidenziando come la resa con BAHA (nel SDS nel rumore) sia migliore in maniera significativa in pazienti con ipoacusia congenita e non in pazienti con ipoacusia da otite media cronica.

Snik et al. 1998 (54) hanno valutato quarantuno pazienti, confrontando i risultati (speech recognition test nel silenzio e nel rumore) con BAHA rispetto ad AC o BC precedentemente in uso. Gli autori evidenziano solo un peggioramento allo score SRT in quiete con le BAHA rispetto alle AC. Il miglioramento è stato significativo invece per quanto riguarda SRT nel rumore e SRT in quiete confrontato con le BC. Tutti i partecipanti allo studio valutati mediante questionario hanno preferito e scelto di usare le BAHA.

Mylanus et al. 1998 (55) hanno valutato trentaquattro pazienti, confrontando protesi AC e BAHA. Non sono risultati miglioramenti significativi ai test audiologici, anche se la resa delle BAHA nel rumore è leggermente migliore. I pazienti sono stati sottoposti ad un questionario di gradimento (Nijmegen questionnarie) e la maggioranza ha preferito le BAHA.

Bejar–Solar et al. 2000 (56) hanno condotto uno studio su undici pazienti, confrontando le protesi BC con BAHA e valutando dal punto di vista audiologico lo speech perception test (23% di miglioramento con BAHA), QoL (mediante Dartmouth test: migliori risultati con BAHA), questionario di gradimento (migliore con BAHA).


McDernott et al. 2002 (57) hanno effettuato uno studio su trecentododici pazienti, confrontando protesi AC e BC con BAHA mediante un questionario di gradimento (Nijmegen questionnarie). La BAHA è risultata superiore in tutti gli aspetti analizzati dal questionario.

Hol et al. 2004 (58) hanno condotto uno studio sulla qualità della vita, confrontando i risultati nei pazienti con BAHA rispetto alla protesizzazione precedente (BC o AC). Gli strumenti utilizzati sono stati i questionari SF 36 e EQ5D (generici sulla QoL) e HHDI (specifico per ipoacusia). I risultati hanno evidenziato una differenza significativa solo per il questionario HHDI a favore della protesi BAHA.

Flynn et al. 2009 (59), in uno studio su dieci pazienti, hanno confrontato lo soglia in campo libero con BAHA o con protesi AC (migliore la resa sui toni gravi delle AC), e test nel rumore che hanno evidenziato una miglior resa con BAHA.

Christensen et al. 2010 (60) hanno effettuato uno studio su dieci pazienti pediatrici affetti da ipoacusia trasmissiva congenita, che sono stati valutati in campo libero su diverse frequenze con protesi BC tradizionale, BAHA su softband e BAHA su vite. Gli autori hanno riscontrato una resa minore della BC rispetto a BAHA su softband, a sua volta minore rispetto a BAHA su vite.

Ostevick et al. 2013 (61) hanno valutato dieci pazienti in uno studio comparativo tra protesi BAHA e protesi AC open fitting, non evidenziando significative differenze per quanto riguarda lo speech in noise test (quick sin), word recognition scores e il contour test. Gli autori concludono che le protesi open fitting possono essere una valida alternativa alle BAHA.

Sintesi

Dall’analisi degli studi presi in esame si evince come, in generale, la resa protesica in termini di soglia audiometrica e discriminazione nel rumore sia migliore con le protesi BAHA rispetto alle BC tradizionali. Al contrario, non vi è evidenza di un miglioramento significativo con BAHA rispetto ad AC. Anche se alcuni autori ritengono che le BAHA abbiano una miglior gestione per la mancanza di ricorrenti infezioni del condotto uditivo esterno. In generale, il gradimento protesico con BAHA è significativamente maggiore rispetto alle tradizionali AC o BC.

Efficacia clinica – Protesi per via ossea impiantabili nell’ipoacusia monolaterale versus protesi CROS

Sono stati valutati nove articoli in full-text copy, che effettuano un confronto tra le protesi CROS e quelle impiantabili per via ossea in pazienti affetti da ipoacusia monolaterale. Gli studi sono caratterizzati da campioni di pazienti esigui (un massimo di trenta pazienti). I parametri presi in esame sono quasi sempre gli stessi: beneficio protesico valutato da questionario APHAB o altri questionari come SSQ e GHABP, localizzazione sonora e riconoscimento di parole nel rumore.

Per quanto riguarda gli studi presi in esame, tutti eccetto uno (62) documentano vantaggi significativi dall’utilizzo della protesi BAHA rispetto alle tradizionali CROS. Il lavoro condotto da Finbow et al. (62) differisce dagli altri, in quanto è stato condotto con le CROS di nuova generazione, che sono wireless, quindi comportano un miglior grado di accettabilità da parte dei pazienti.

Tutti gli studi presi in esame (62-71) hanno evidenziato una miglior riconoscimento di parole nel rumore nei pazienti con protesi impiantabili per via ossea rispetto a pazienti con protesi CROS: questo è valido sia per le percutanee (62-69, 71) che per le transcutanee (70). Finbow et al. (62) non riportano invece nessuna differenza statisticamente significativa tra BAHA e CROS nel riconoscimento di parole.

Alcuni studi (64-68, 71) hanno analizzato la localizzazione della fonte sonora nei due gruppi mediante alcuni test: SAINT test (64, 65), localizzazione di una fonte sonora da nove altoparlanti posti a 30° (66-68). Tutti gli autori concludono che non vi sono differenze statisticamente significative tra i due gruppi di pazienti, e non vi sono differenze significative nemmeno nel confronto con la situazione dei pazienti non protesizzati.


La maggior parte degli studi (63-68, 70, 71) ha valutato il beneficio protesico mediante il questionario APHAB, evidenziando un significativo beneficio maggiore per le protesi BAHA rispetto alle CROS. Devi et al. 2015 (69) hanno valutato la resa soggettiva delle protesi, mediante un test soggettivo da 1 a 5 in cui sono stati valutati i cinque parametri (loudness, fullness, clarity, naturalness e overall fidelity) su una frase presentata a 65 dB da una cassa: gli autori hanno evidenziato una migliore resa della protesi BAHA su tutti i parametri. Finbow et al. (62) hanno valutato la resa protesica con due questionari di autovalutazione, il Bern Benefit in Single-Sided Deafness Questionnaire (BBSS) e lo Speech Spatial Qualities Questionnaire (SSQ), ritenendo che questi strumenti fossero più adatti a valutare la protesizzazione nell’ipoacusia monolaterale: non hanno evidenziato nessuna differenza significativa tra i pazienti con protesi BAHA e CROS.

Sintesi

Gli studi selezionati dimostrano una superiorità delle protesi impiantabili per via ossea rispetto alle protesi CROS tradizionali, in termini di riconoscimento di parole nel rumore, beneficio protesico e qualità della vita. L’utilizzo di protesi per VO o CROS non determina nessun miglioramento per quanto riguarda la localizzazione della fonte sonora. Generalmente, i pazienti posti davanti alla scelta tra i due dispositivi preferiscono le protesi impiantabili per via ossea. Il miglioramento tecnologico delle protesi CROS, con la possibilità di connettività wireless, in futuro potrebbe ridurre le differenze con i dispositivi per via ossea.

Dallo schema grafico si riconosce la morfologia dell’orecchio. © Bernafon
Alla revisione della letteratura qui presentata si rileva come sono stati analizzati numerosi pazienti da parte di moltissimi autori. © Fotolia.com

Bibliografia

1. Lekue A, Lassaletta L, Sánchez-Camón I, Pérez-Mora R, Gavilán J. Quality of life in patients implanted with the BAHA device depending on the aetiology. Acta Otorrinolaringol Esp. 2013;64:17-21.

2. Health Quality Ontario. Bone anchored hearing aid: an evidence-based analysis. Ont Health Technol Assess Ser. 2002;2(3):1-47.

3. Marsella P, Scorpecci A, Pacifico C, Tieri L. Bone-anchored hearing aid (Baha) in patients with Treacher Collins syndrome: tips and pitfalls. Int J Pediatr Otorhinolaryngol. 2011;75:1308-12.

4. Faber HT, de Wolf MJ, Cremers CW, Snik AF, Hol MK. Benefit of Baha in the elderly with single-sided deafness. Eur Arch Otorhinolaryngol. 2013Mar;270(4):1285-91.

5. Tjellström A, Håkansson B, Granström G. Bone-anchored hearing aids: current status in adults and children. Otolaryngol Clin North Am. 2001Apr;34(2):337-64.

6. Amonoo-Kuofi K, Kelly A, Neeff M, Brown CR. Experience of bone-anchored hearing aid implantation in children younger than 5 years of age. Int J Pediatr Otorhinolaryngol. 2015;79:474-80.

7. Davids T, Gordon KA, Clutton D, Papsin BC. Bone-anchored hearing aids in infants and children younger than 5 years. Arch Otolaryngol Head Neck Surg. 2007Jan;133(1):51-5.

8. Verhagen CV, Hol MK, Coppens-Schellekens W, Snik AF, Cremers CW. The Baha Softband. A new treatment for young children with bilateral congenital aural atresia. Int J Pediatr Otorhinolaryngol. 2008;72:1455-9.


9. Janssen RM1, Hong P, Chadha NK. Bilateral bone-anchored hearing aids for bilateral permanent conductive hearing loss: a systematic review. Otolaryngol Head Neck Surg. 2012Sep;147(3):412-22.

10. Saroul N, Akkari M, Pavier Y, Gilain L, Mom T. Baha-mediated rehabilitation of patients with unilateral deafness: selection criteria. Audiol Neurootol. 2014;19:85-90.

11. Clemente F, Costa M, Monini S, Barbara M. Monitoring of fixture osteointegration after BAHA implantation. Audiol neurotol. 2011;16:158-63.

12. D’Eredità R, Carbincini M, Saetti R. The new BAHA implant: a prospective osseointegration study. Otolaryngol Head Neck Surg. 2012;146:979-83.

13. Marsella P, Scorpecci A, D’Eredità R, Della Volpe A, Malerba P. Stability of osseointegrated bone conduction system in children: a pilot study. Otol Neurotol. 2012;33:797-803.

14. Wazen JJ, Daugherty J, Darley S Wycherly B. Three week loading for the Baha BI-300® implant system. Am J Otolaryngol. 2015;36:195-9.

15. Flynn MC, Hedin A, Halvarsson G, Good T, Sadeghi A. Hearing performance benefits of a programmable power baha® sound processor with a directional microphone for patients with a mixed hearing loss. Clin Exp Otorhinolaryngol. 2012Apr;5 Suppl1:S76-81.

16. Westerkull P, Jinton L. The new wide Ponto implant design – Clinical and surgical aspects. Oticon Medical white paper. M51162, 2012.

17. Nelissen R C, den Besten C A, Mylanus E A, Hol M K. Stability, survival, and tolerability of a 4.5-mm-wide bone-anchored hearing implant: 6-month data from a randomized controlled clinical trial. Eur Arch Otorhinolaryngol. E-pub: Mar 20, 2015.

18. Hultcrantz M. Stability testing of a wide bone-anchored device after surgery without skin thinning. BioMed Res Int. E-pub: Article ID 853072, 2015.

19. Foghsgaard S, Caye-Thomasen P. A new wide-diameter bone-anchored hearing implant-prospective 1-year data on complications, implant stability, and survival. Otol Neurotol. 35(7), pp. 1238-41, 2014.

20. Johansson M L, Omar O, Palmquist A, Simonsson H, Emanuelsson L, Norlindh B, Thomsen P. Site-specific laser modification promotes higher osseointegration of titanium implants. Present. at Osseo, Lake Louise, Canada. May 2015.

21. Health Quality Ontario. Bone anchored hearing aid: an evidence-based analysis. Ont Health Technol Assess Ser. 2002;2(3):1-47. E-pub: Sep 1, 2002.

22. Foghsgaard S, Caye-Thomasen P. A new wide-diameter bone-anchored hearingimplant-prospective 1-year data on complications, implant stability, and survival. Otol Neurotol. 2014Aug;35(7):1238-41.

23. Badran K, Arya AK, Bunstone D, Mackinnon N. Long-term complications of bone-anchored hearing aids: a 14-year experience. J Laryngol Otol. 2009Feb;123(2):170-6.

24. Calvo Bodnia N, Foghsgaard S, Nue Møller M, Cayé-Thomasen P. Long-term results of 185 consecutive osseointegrated hearing device implantations: a comparison among children, adults, and elderly. Otol Neurotol. 2014Dec;35(10):e301-6.

25. McDermott AL, Williams J, Kuo M, Reid A, Proops D. The birmingham pediatric bone-anchored hearing aid program: a 15-year experience. Otol Neurotol. 2009Feb;30(2):178-83.

26. Reyes RA, Tjellström A, Granström G. Evaluation of implant losses and skin reactions around extraoral bone-anchored implants: a 0 to 8 year follow-up. Otolaryngol Head Neck Surg. 2000;122:272– 276.

27. Tjellström A, Granström G. Long-term follow-up with the bone-anchored hearing aid: a review of the first 100 patients between 1977 and 1985. Ear Nose Throat J. 1994;73:112-114.

28. House JW, Kutz JW. Bone-anchored hearing aids: incidence and management of postoperative complications. Otol Neurotol. 2007;28:213-217.

29. Tjellström A, Granström G. One-stage procedure to establish osseointegration: a zero to five years follow-up report. J Laryngol Otol. 1995;109:593-598.


30. Wazen JL, Caruso M, Tjellström A. Long-term results with the titanium bone-anchored hearing aid: the US experience. Otol Neurotol. 1998;19:737-741.

31. Shamil E, Topsakal V, Grolman W. Management of repeated trauma to bone-anchored hearing aids in a paediatric patient. J Laryngol Otol. 2013Feb;127(2):200-2.

32. German M, Fine E, Djalilian HR. Traumatic impact to bone-anchored hearing aid resulting in epidural hematoma. Arch Otolaryngol Head Neck Surg. 2010Nov;136(11):1136-8.

33. McDermott AL, Barraclough J, Reid AP. Unusual complication following trauma to a bone-anchored hearing aid: case report and literature review. J Laryngol Otol. 2009Mar;123(3):348-50.

34. Badran K, Arya AK, Bunstone D, Mackinnon N. Long-term complications of bone-anchored hearing aids: a 14-year experience. J Laryngol Otol. 2009;123:170-176.

35. Wilkie MD, Lightbody KA, Salamat AA, Chakravarthy KM, Luff DA, Temple RH. Stability and survival of bone-anchored hearing aid implant systems in post-irradiated patients. Eur Arch Otorhinolaryngol. 2015Jun;272(6):1371-6.

36. Scholz M, Eufinger H, Anders A, Illerhaus B, Konig M, Schmieder K, Harders A. Intracerebral abscess after abutment change of a bone anchored hearing aid (BAHA). Otol Neurotol. 2003;24:896-899.

37. Proops DW. The Birmingham bone anchored hearing aid programme: surgical methods and complications. J Laryngol Otol. 1996;21:7-12.

38. Dimbleby G, Mitchell-Innes A, Murphy J. Peri-operative cerebrospinal fluid leak during single-stage bone-anchored hearing aid implantation: case report. J Laryngol Otol. 2014Dec;128(12):1111-3.

39. Wazen JJ, Young DL, Farrugia MC, Chandrasekhar SS, Ghossaini SH, Borik J, Soneru C, Spitzer JB. Successes and complications of the Baha system. Otol Neurotol. 2008;29:1115-1119.

40. De Wolf MJF, Hol MKS, Mylanus EAM, Cremers CWRJ. Bone-anchored hearing aid surgery in older adults: implant loss and skin reactions. Ann Otolaryngology Rhinol Laryngol. 2009;118:525-531.

41. Hobson C, Roper AJ, Andrew R, Rothera MR, Hill P, Green KM. Complications of bone-anchored hearing aid implantation. J Otolaryngol Otol. 2010;124:132.136.

42. De Wolf MJF, Hol MKS, Huygen PLM, Mylanus EAM, Cremers CWRJ. Clinical outcome of the simplified surgical technique for BAHA implantation. Otol Neurotol. 2008;29:1100-1108.

43. Faber HT, De Wolf MJ, De Rooy JWJ, Hol MKS, Cremers CWR, Mylanus EAM. Bone-anchored hearing aid implant location in relation to skin reactions. Arch Otolaryngol Head Neck Surg. 2009;135:742-747.

44. Iseri M, Orhan KS, Tuncer U, Kara A, Durgut M, Guldiken Y, Surmelioglu O. Transcutaneous Bone-anchored Hearing Aids Versus Percutaneous Ones: Multicenter Comparative Clinical Study. Otol Neurotol. 2015Jun;36(5):849-53.

45. Holgers KM, Tjellström A, Bjursten LM, Erlandsson BE. Soft tissue reactions around percutaneous implants: a clinical study of soft tissue conditions around skin-penetrating titanium implants for bone-anchored hearing aids. Am J Otol. 1988Jan;9(1):56-9. PubMed PMID: 3364537.

46. Hildrew DM, Guittard JA, Carter JM, Molony TB. Clobetasol's Influence on the Management and Cost of Skin Overgrowth Associated with the Bone-Anchored Hearing Aid. Ochsner J.. 2015Fall;15(3):277-83.

47. Mylanus EA, Johansson CB, Cremers CW. Craniofacial titanium implants and chronic pain: histologic findings. Otol Neurotol. 2002;23:920-925.

48. Cremers CW, Snik FM, Beynon AJ. Hearing with the bone-anchored hearing aid (BAHA, HC 200) compared to a conventional bone-conduction hearing aid. Clin Otolaryngol Allied Sci. 1992Jun;17(3):275-9. PubMed PMID: 1505098.


49. Bonding P, Jønsson MH, Salomon G, Ahlgren P. The bone-anchored hearing aid. Osseointegration and audiological effect. Acta Otolaryngol Suppl. 1992;492:42-5.

50. Mylanus EA, Snik AF, Cremers CW. Patients' opinions of bone-anchored vs conventional hearing aids. Arch Otolaryngol Head Neck Surg. 1995Apr;121(4):421-5.

51. Snik AF, Mylanus EA, Cremers CW. The bone-anchored hearing aid compared with conventional hearing aids. Audiologic results and the patients' opinions. Otolaryngol Clin North Am. 1995Feb;28(1):73-83.

52. Burrell SP, Cooper HC, Proops DW. The bone anchored hearing aid – The third option for otosclerosis. J Laryngol Otol. 1996;21:31-7.

53. Cooper HR, Burrell SP, Powell RH, Proops DW, Bickerton JA. The Birmingham bone anchored hearing aid programme: referrals, selection, rehabilitation, philosophy and adult results. J Laryngol Otol. 1996;21:13-20.

54. Snik AF, Dreschler WA, Tange RA, Cremers CW. Short- and long-term results with implantable transcutaneous and percutaneous bone-conduction devices. Otolaryngol Head Neck Surg. 1998;124:265-8.

55. Mylanus E, Van Der Pouw K, Snik A, Cremers C. Intraindividual comparison of the bone-anchored hearing aid and airconduction hearing aids. Arch Otolaryngol Head Neck Surg. 1998;124:271-276.

56. Béjar-Solar I, Rosete M, De Jesus MM, Baltierra C. Percutaneous bone-anchored hearing aids at a pediatric institution. Otolaryngol Head Neck Surg. 2000;122:887-91.

57. McDermott A, Dutt S, Reid A, Proops D. An intra-individual comparison of the previous conventional hearing aid with the bone anchored hearing aid – The Nijmegen group questionnaire. J Laryngol Otol. 2002;116:15-19.

58. Hol MK, Spath MA, Krabbe PF, Van der Pouw CT, Snik AF, Cremers CW et al. The bone-anchored hearing aid: quality-of-life assessment. Otolaryngol Head Neck Surg. 2004;130:394-9.

59. Flynn MC, Sadeghi A, Halvarsson G. Baha solutions for patients with severe mixed hearing loss. Cochlear Implants Int. 2009;10:43-7.

60. Christensen L, Smith-Olinde L, Kimberlain J, Richter G, Dornhoffer J. Comparison of traditional bone-conduction hearing aids with the Baha system. J Am Acad Audiol. 2010;21:267-273.

61. Ostevik AV, Caissie R, Verge J, Gulliver M, Hodgetts WE. Are Open-Fit Hearing Aids a Possible Alternative to Bone-Anchored Hearing Devices in Patients with Mild to Severe Hearing Loss? A Preliminary Trial. Audiol Res. 2013Aug13;3(1):e2.

62. Finbow J, Bance M, Aiken S, Gulliver M, Verge J, Caissie R. A Comparison Between Wireless CROS and Bone-anchored Hearing Devices for Single-sided Deafness: A Pilot Study. Otol Neurotol. 2015Jun;36(5):819-25.

63. Wazen JJ, Spitzer JB, Ghossaini SN, Fayad JN, Niparko JK, Cox K, Brackmann DE, Soli SD. Transcranial contralateral cochlear stimulation in unilateral deafness. Otolaryngol Head Neck Surg. 2003Sep;129(3):248-54.

64. Niparko JK, Cox KM, Lustig LR. Comparison of the bone anchored hearing aid implantable hearing device with contralateral routing of offside signal amplification in the rehabilitation of unilateral deafness. Otol Neurotol. 2003Jan;24(1):73-8.

65. Lin LM, Bowditch S, Anderson MJ, May B, Cox KM, Niparko JK. Amplification in the rehabilitation of unilateral deafness: speech in noise and directional hearing effects with bone-anchored hearing and contralateral routing of signal amplification. Otol Neurotol. 2006;27:172-182.

66. Hol MK, Bosman AJ, Snik AF, Mylanus EA, Cremers CW. Bone-anchored hearing aid in unilateral inner ear deafness: a study of 20 patients. Audiol Neurootol. 2004Sep-Oct;9(5):274-81. E-pub: Aug 13, 2004.

67. Hol MK, Bosman AJ, Snik AF, Mylanus EA, Cremers CW. Bone-anchored hearing aids in unilateral inner ear deafness: an evaluation of audiometric and patient outcome measurements. Otol Neurotol. 2005Sep;26(5):999-1006.

68. Hol MK, Kunst SJ, Snik AF, Cremers CW. Pilot study on the effectiveness of the conventional CROS, the transcranial CROS and the BAHA transcranial CROS in adults with unilateral inner ear deafness. Eur Arch Otorhinolaryngol. 2010Jun;267(6):889-96.

69. Devi N, Chatni S, Ramadevi KJ, Fakruddin DB. Comparison of Performance of Transcranial Contralateral Routing of Signal, Pre-Implanted Trimmer Digital and Digital Bone Anchored Hearing Aid in Adults with Unilateral Hearing Loss. Audiol Res. 2015Jun16;5(2):133.

70. Leterme G, Bernardeschi D, Bensemman A, Coudert C, Portal JJ, Ferrary E, Sterkers O, Vicaut E, Frachet B, Bozorg Grayeli A. Contralateral routing of signal hearing aid versus transcutaneous bone conduction in single-sided deafness. Audiol Neurootol. 2015;20(4):251-60.

71. Bosman AJ, Hol MK, Snik AF, Mylanus EA, Cremers CW. Bone-anchored hearing aids in unilateral inner ear deafness. Acta Otolaryngol. 2003Jan;123(2):258-60.

Stefano Berrettini, Luca Bruschini, Andrea De Vito e Francesca Forli

Unità Operativa di Otorinolaringoiatria, Audiologia e Foniatria Universitaria di Pisa

Per saperne di più e impostare i tuoi parametri.">