Pawel Jastreboff: «È un errore credere che non esista una cura, per gli acufeni»

Al termine della giornata, diversi esperti otorinolaringoiatri spagnoli hanno interpellato il relatore principale.

Audio Infos. Cosa pensa di altre tecniche come l’impianto cocleare o il controllo dello stress per trattare il tinnitus?

Pawel Jastreboff. Il controllo dello stress è utile perché migliora la reazione che si può avere davanti ad un acufene. Non consente tanto di ridurre il disturbo, quanto di controllare la nostra reazione ad esso. L’impianto cocleare e gli stimoli elettrici nell’orecchio possono essere efficaci per il 40% dei pazienti, ma dal 5% al 7% possono subire un peggioramento. Con risultati così variabili è al momento vietato, negli Stati Uniti, impiegare gli impianti cocleari nel solo quadro clinico di trattamento degli acufeni.

Audio Infos. Che effetto le fa sapere di avere inventato una terapia che ha dato sollievo a così tante persone?

Pawel Jastreboff. Sono felice e soddisfatto di sapere che aiuto le persone a condurre una vita normale quando non potevano più farlo, e che i miei studenti fanno lo stesso. Una volta ho ricevuto un assegno da centocinquanta dollari da qualcuno che non conoscevo. Si trattava infatti del paziente di uno dei miei allievi. Si scusava di mandare una somma così piccola, ma mi ha assicurato che sentiva il bisogno di mandarmela per ringraziarmi, tanto la terapia l’aveva aiutato.

Conclusioni principali sulla Tinnitus Retraining Therapy

Durante la sua conferenza intitolata “Venticinque anni di TRT: teoria e pratica”, l’evento di punta del simposio Gaes al congresso nazionale degli otorinolaringoiatri spagnoli, che ha richiamato centinaia di partecipanti all’hotel Meliá Castilla di Madrid, Pawel Jastreboff ha presentato le sue conclusioni sul trattamento che l’ha trasformato in un riferimento mondiale di questa specialità: una percentuale superiore a 80% dei pazienti affetti da acufeni avverte un miglioramento considerevole dopo dodici mesi; questi risultati non si possono spiegare con un effetto placebo; non bisogna dare mai consigli negativi; non lasciare mai nel silenzio una persona con tinnitus; non usare mai per la terapia sonora un suono sgradevole, fastidioso o fonte di disagio; stabilire una diagnosi chiara di iperacusia e misofonia, perché non saranno trattate nella stessa maniera; la Tinnitus Retraining Therapy fornisce un quadro di riferimento (una filosofia) per trattare l’acufene, l’intolleranza al rumore (iperacusia e misofonia), la perdita di udito e la sindrome del muscolo tensore del timpano.
Lorenzo Rubio, otorinolaringoiatra esperto che ha maggiormente utilizzato e diffuso la Tinnitus Retraining Therapy in Spagna.

Casi clinici complessi

L’evento si è concluso con una tavola rotonda, nel corso della quale Jastreboff ha risposto alle domande di tre specialisti otorinolaringoiatri spagnoli. Teresa Heitzmann l’ha interpellato sull’importanza di utilizzare un rumore bianco o rosa o altri suoni nell’ambito della TRT: a lei il professore ha risposto che dipende da ciascun paziente; a titolo indicativo ha precisato che, nella sua esperienza, i rumori di fondo che imitano la natura funzionano bene. Lorenzo Rubio, dal canto suo, si è interessato alla prevalenza degli acufeni cronici: a lui Jastreboff ha detto di non essere la persona giusta per rispondere a questa domanda, poiché la maggior parte dei pazienti che arrivano da lui dal mondo intero hanno in media sessantacinque anni, mentre questa patologia si manifesta di solito all’età di trentacinque anni in media. Infine Justo Gómez ha voluto sapere se questa terapia ha ottenuto buoni risultati su persone affette da sordità unilaterale molto marcata o da cofosi totale o parziale: il relatore ha sottolineato che, grazie alle moderne tecnologie, è stato del tutto possibile superare problemi di questo tipo attraverso sia impianti cocleari sia il sistema Binax di Sivantos, che costituiscono un aiuto significativo in numerosi casi.

Mónica Martínez Galante e José Luis Fernández

Foto © Gaes e J. L. F.

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