Benvenuti al salone 2016 dell’American Academy of Audiology: il nostro reportage

Tecnologia

Hanno debuttato al centro congressi di Phoenix i nuovi prodotti del settore. © V. A.

Atmosfera tipica dell’Arizona con musicisti nativi americani, quattro giorni di formazione professionale, tecnologia e networking sotto il sole del deserto. Ma i più caldi qui erano i protagonisti dell’industria audiologica di tutto il mondo: la nostra inviata li ha incontrati e ha parlato con loro.

Erano presenti molti meno fornitori, fra i più importanti a livello internazionale. In seguito al ritiro di Starkey dall’esposizione un paio di anni fa, sempre più aziende hanno ormai abbandonato il salone. GN ReSound, Unitron, Bernafon, Cochlear e Advanced Bionics sono alcuni dei marchi di alto profilo che hanno scelto di non esporre. Ma per il fatto di non avere uno stand non significa che i produttori si siano sfilati del tutto: molti erano desiderosi di mostrare il loro coinvolgimento nel programma scientifico ed hanno ancora accordato la loro sponsorizzazione all’Academy. Ecco chi c’era.

Oticon

I benefici dei prodotti Oticon allo stand del marchio. © V. A.

Il prodotto di punta che si annuncia rivoluzionario è Oticon Opn. Una nuova piattaforma chiamata Velox è presente all’interno di Oticon Opn, che secondo l’azienda «consente un cambio di paradigma nella cura dell’udito». La velocità del chip e una risoluzione molto alta comportano che OpenSound Navigator nel dispositivo acustico possa rimuovere il rumore lungo un elevato numero di bande di frequenza e, in questo modo, «può escludere il rumore tutto intorno al portatore, senza sopprimere nessuna delle informazioni sonore quali le fonti del parlato», ha spiegato Søren Nielsen, presidente di Oticon. Caratterizzato da un’elaborazione dei dati cinquanta volte più veloce dei chip precedenti di Oticon, capace di effettuare un’analisi completa dell’ambiente oltre cento volte al secondo lungo sessantaquattro canali di frequenza, il chip Velox di Oticon Opn è in grado di gestire più di un miliardo e duecento milioni di operazioni al secondo.

Esistono diversi microfoni nei prodotti, ma vengono usati in maniera differente. «Sono ancora utilizzati per capire da dove arriva il suono, ma non li usiamo per portare via le cose», ha dichiarato Nielsen. «Li usiamo per scoprire dove sono le fonti del rumore, come input per il processore, ma non abbiamo mai creato un modulo a fascio stretto. Li usiamo per illuminare il rumore. L’intero sistema è molto dipendente da tutti i microfoni, ma non sono mai stati utilizzati come un sistema direzionale». Dunque, come migliorano il parlato? «Tolgono il rumore fra le parole nei canali di frequenza. Lasciano giusto il rumore intorno al paziente che gli consenta di fronteggiare l’intero parlato: non rimuovono mai il parlato. In tal modo si tratta di una vera e propria rimozione del rumore. Sono così veloci e così stretti che possono toglierlo fra le parole».

Alla domanda su come pensa che il mercato reagirà a questo cambiamento Nielsen ha aggiunto: «Penso che reagirà come voi: “È davvero possibile?”. Lo è. Si tratta di un sistema totalmente nuovo, un approccio totalmente nuovo all’elaborazione del segnale».

Oticon Opn dispone anche di un sistema di comunicazione TwinLink con una comunicazione binaurale di campo vicino per lo scambio di informazioni binaurale e del 2,4 GHz per la connettività agli smartphone. E tuttavia lo portano un passo avanti. «Abbiamo fatto di Oticon Opn un prodotto collegato ad Internet tramite il servizio web IFTTT (IF This Than That)». Questo permette all’apparecchio acustico infinite possibilità di connettività – con la macchina, i dispositivi della cucina, i dispositivi tecnologici intelligenti, tutto sulla rete IFTTT.

Per saperne di più e impostare i tuoi parametri.">